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Tocco di Mida


Tocco di Mida

Secondo la versione di Ovidio ne "Le Metamorfosi", un giorno Sileno, satiro patrigno del dio Dionisio, si attardò a bere vino e vagò ubriaco nei boschi finché non finì nel giardino di rose del Re Mida.


Mida riconobbe Sileno e lo ospitò nella sua reggia per dieci giorni e dieci notti, consentendogli di riprendersi dalla sbornia, mentre il satiro intratteneva il re e i suoi ospiti con racconti e canzoni.


L'undicesimo giorno Mida riportò Sileno a Dionisio, il quale felicissimo per aver ritrovato il padre e saputo che era stato trattato da gran signore, offrì al re qualsiasi dono egli avesse desiderato.


Mida allora gli chiese il potere di poter trasformare in oro tutto ciò che toccava, e il dio acconsentì.


Mida si accorse ben presto però che quello più che un dono era una maledizione. Infatti non riusciva neppure a sfamarsi, in quanto tutti i cibi che toccava diventavano istantaneamente d'oro.


Rendendosi conto che la sua cupidigia di denaro lo avrebbe portato alla morte, implorò Dioniso di togliergli tale potere. Il dio, impietosito dal pentimento del re, esaudì la richiesta.


Ancora oggi è in uso l'espressione "avere il tocco di Mida" per indicare una persona che riesce a guadagnare da ogni situazione.

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