Taweret
- Alla scoperta del mito
- 4 giorni fa
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Taweret è una delle dee più affascinanti della mitologia egizia, raffigurata come una figura femminile con testa di ippopotamo, gambe di leone, seni umani, coda di coccodrillo.
Nonostante la sua figura includesse alcuni degli animali più feroci del territorio egiziano, Taweret era considerata la dea protettrice dei parti, e veniva spesso invocata dalle donne incinte o che desideravano diventare madri.
Alla sua immagine era legato il glifo del nodo protettivo, ed era spesso raffigurata alzata dritta sulle due zampe, con una corona hatorica, e con le altre due zampe appoggiate appunto al nodo protettivo.
La dea era molto popolare, ed era spesso rappresentata in amuleti e ornamenti, e la sua immagine era considerata un simbolo protettivo contro malattie e morte, oltre a essere considerata una guardiana dell'aldilà, che aiutava i defunti a superare i pericoli del mondo dei morti dal momento in cui l'ippopotamo è la forma di uno dei tre letti (gli altri sono vacca e leone) su cui venivano posti in sequenza i defunti per permettere loro il viaggio nell'aldilà.
Secondo alcune versioni dei miti egizi, Taweret era la moglie di Seth, dio della violenza e del caos. Sebbene questa associazione possa sembrare strana, gli antichi egizi credevano che Taweret fosse in grado di domare la rabbia di Seth e di utilizzarla a beneficio di coloro che avevano bisogno di protezione.
Date le sue sembianze da ippopotamo, Taweret era anche una dea associata all'acqua, e si diceva che fosse la guardiana dei misteri che si nascondevano nei laghi e nei fiumi egiziani, oltre che protettrice dei viaggiatori che si spostavano in acqua.
Sebbene si tratti di una figura molto importante, si sa poco delle sue origini. Alcuni studiosi ritengono si trattasse originariamente di una dea delle regioni del delta del Nilo, dove l'ippopotamo era un animale molto comune. Secondo altri, potrebbe trattarsi di una divinità importata da altre regioni come ad esempio la Nubia o la Libia, e prove basate su reperti archeologici nel sud dell'Egitto suggeriscono che sue rappresentazioni siano apparse già in età preistorica, e la sua popolarità rimase molto alta fino alla conquista romana dell'Egitto.
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