Sun Wukong
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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Parliamo del protagonista dei primi capitoli di uno dei libri più famosi e importanti della cultura cinese, "Il viaggio in Occidente" (1590).
Partiamo col dire che se siete fan di Dragon Ball, o se lo conoscete anche solo a grandi linee, durante il racconto vi suoneranno tantissimi campanellini in testa.
Come dicevamo, il protagonista principale dei primissimi capitoli di questa epopea è Sun Wukong, Son Goku in giapponese (primo campanellino!).
Il racconto si apre mostrandoci un sasso in bilico sulla Montagna dei Fiori e dei Frutti. Questo sasso viene descritto come completamente esposto a tutti gli elementi atmosferici e a un certo punto venne ingravidato dal vento. Dopo questo avvenimento, la roccia impregnata di energia si schiuse e lasciò uscire una creatura di pietra dalle sembianze di una scimmia. La scimmia si animò, e iniziando a vagare per le zone circostanti cominciò a mostrare ben presto le sue potenzialità.
Infatti, durante un inchino alla roccia che lo aveva generato, emise dagli occhi dei raggi dorati luminosi. Questi raggi allertarono le divinità, che subito si recarono dall'Imperatore di Giada per chiedergli di intervenire contro questa creatura evidentemente dotata di poteri particolari. L'Imperatore però non diede importanza alla cosa e lasciò vivere lo Scimmiotto.
Grave errore.
Sun Wukong divenne amico degli animali della montagna e delle pianure vicine, e si stabilì in una tribù di scimmie. Un giorno, durante una prova di coraggio, riuscì a guidare alcuni elementi della tribù nella Caverna del Sipario d'Acqua, prova ritenuta impossibile da superare, e al ritorno al villaggio diventò il Re delle Scimmie.
Come prima cosa pensò subito bene di cambiarsi il nome. Infatti sentiva che il nome "Scimmiotto di pietra" gli stava stretto e quindi si autoproclamò "Bellissimo e affascinante Re delle Scimmie".
Oh, l'autostima serve sempre.
Intenzionato ad accrescere sempre di più la sua potenza, Sun Wukong iniziò a girare il mondo alla ricerca di un maestro che potesse allenarlo. Arrivò quindi dal Patriarca Subhodi, che lo iniziò alle arti del Tao.
Sun Wukong però aveva interesse solo per l'allenamento fisico atto al combattimento e disdegnava lo studio teorico, e venne per questo allontanato dal Patriarca.
Durante quegli studi però realizzò il suo obiettivo. Divenne un guerriero potentissimo, capace di trasformarsi in oltre settanta creature, col potere di creare cloni semplicemente strappandosi peli dal corpo, e con la capacità di evocare una nuvoletta dorata sulla quale spostarsi (campanellino!).
A Sun Wukong ora serviva un'arma.
Chiese aiuto ai quattro Imperatori dei Mari e uno di questi, il Re Drago del Mare Orientale, gli donò un pilastro di ferro alto sei metri e largo come una botte. Lo Scimmiotto stava per rifiutare, ma le cose cambiarono quando vide che il pilastro cambiava forma e dimensione a suo piacimento (campanellino!).
Trovata l'arma perfetta, per Sun Wukong era tempo di un'altra missione!
Scendere agli inferi e cancellare il suo nome dal libro dei vivi e dei morti per raggiungere l'immortalità.
Venne però bloccato dal demone toro Gyumao (il padre di Chichi? Col cappellino da toro? Campanellino!).
Le imprese della reale scimmia stavano però diventando numerose e fastidiose. Proprio Gyumao, insieme agli Imperatori dei Mari e alle altre divinità, si recò di nuovo dall'Imperatore di Giada, che stavolta chiamò a rapporto Sun Wukong.
Dopo aver espresso la sua volontà di diventare pari agli dèi, allo Scimmiotto venne assegnato il titolo di Custode dei Cavalli Celesti. Quando però si rese conto che non si trattava di far altro che lo stalliere, Sun Wukong si fece prendere dalla furia e mise a ferro e fuoco l'Impero. Venne quindi di nuovo richiamato dall'Imperatore, che stavolta gli assegnò il titolo di Grande Santo Pari al Cielo.
A Sun Wukong nemmeno questo bastò. Lui voleva l'immortalità.
Rubò quindi tutte le pesche dell'immortalità dell'Imperatore oltre alle pillole magiche di Lao Zi, e tornò al suo villaggio dalle scimmie.
L'Imperatore sprigionò contrò di lui tutte le sue forze armate, e dopo una sanguinosa battaglia riuscì a catturare e condannare a morte lo Scimmiotto.
Le pesche e le pillole però avevano fatto effetto, e nessuna delle esecuzioni fu capace di uccidere Sun Wukong. Venne quindi rinchiuso in una fornace, con la speranza che il corpo si fondesse. Non solo non si fuse, ma Sun Wukong ne uscì ancora più forte. Gli occhi gli divennero diamanti con iridi dorate, e ottenne il potere di riconoscere qualsiasi incantesimo e di vedere sempre e solo la realtà, resistendo quindi a ogni illusione e inganno.
L'Imperatore di Giada decise allora che era tempo di convocare i piani alti. Invocò e pregò Buddha affinché lo aiutasse.
Buddha offrì una sfida a Sun Wukong: lo avrebbe reso pari a un dio se fosse riuscito a saltare fuori dalla sua mano.
Il Re delle Scimmie accettò, e Buddha lo prese nel palmo della mano. Da quel momento in poi Buddha cominciò a crescere di dimensioni, e per quanto Sun Wukong camminasse, corresse e saltasse, non riuscì mai nemmeno a raggiungere le dita della mano del Dio.
Venne allora punito per la sua arroganza e seppellito vivo nelle profondità della Montagna dei Cinque Elementi.
Dopo 500 anni verrà liberato dal monaco buddhista Sanzang, che aveva bisogno di una potente guardia del corpo per la sua importante e pericolosa missione.
Iniziò così il Viaggio in Occidente.
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