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Sangoma


Sangoma

Nelle varie culture Nguni (tra cui Zulu e Swazi), i sangoma sono esperti di magia, medicina e divinazione, e di fatto a tutti gli effetti una sorta di sciamani.


Figura molto legata al culto degli antenati (tradizione per la quale si ritiene che i membri defunti di una famiglia veglino sui loro discendenti), un sangoma è una persona che si ritiene sia stata "scelta" proprio dagli antenati per svolgere questo ruolo nella società.


Tale vocazione non può essere rifiutata, in quanto sottrarsi al richiamo degli antenati è visto come grande fonte di sventura, capace di portare vari tipi di disturbi fisici e mentali.

Il richiamo si presenta spesso con una forte emicrania, che viene curata con un periodo di addestramento e purificazione chiamata thwasa, in cui il prescelto dovrà compiere atti di umiltà verso gli antenati, lavarsi nel sangue di animali sacrificati e usare medicinali speciali chiamati "muti" (parola derivante dallo Zulu "umuthi" che significa albero, erba o cespuglio).

Durante questo periodo il prescelto tiene una sorta di apprendistato presso un sangoma anziano, e il suo percorso di addestramento dura all'incirca due anni, nel corso dei quali dovrà svolgere una serie di riti di passaggio che prevedono, tra le altre cose, sacrifici di polli, capre o mucche, il cui sangue viene usato per rinforzare il legame tra il nuovo sangoma e gli antenati.


Il ruolo dei sangoma è prevalentemente quello di un guaritore, e la loro medicina si basa sulle proprietà delle erbe naturali, ma soprattutto sull'idea che gli antenati possano fornire protezione ai viventi malati.

Ovviamente proprio a causa di questa funzione da intermediari, i sangoma sono spesso chiamati a svolgere anche ruoli diversi dalla guarigione, e in tal caso si va dal prevedere il futuro, a trovare bestiame perduto, e a dirigere rituali religiosi.

Sono inoltre i depositari di tutte le conoscenze del loro popolo, e attraverso il rispetto verso i sangoma gli abitanti del villaggio mostrano rispetto anche agli antenati, allontanando così la loro eventuale ira, che si manifesta attraverso malattie e sventure.


I sangoma svolgono le loro attività in una tenda sacra chiamata Ndumba, nella quale si crede risiedano gli antenati, e indossano abiti di colore diverso a seconda dell'antenato che intendono evocare.

Molto spesso tengono nei capelli la cistifellea della capra sacrificata durante la cerimonia conclusiva dell'addestramento, e invocano gli antenati bruciando l'imphepho, una pianta capace di provare stati di trance e meditazione.


Le tecniche usate dai sangoma per comunicare con gli antenati sono di tre tipi: la possessione, con la quale gli antenati parlano direttamente attraverso il sangoma in stato di trance; il lancio di ossicini, e l'interpretazione dei sogni.


Ancora oggi in Sudafrica e in altri paesi, la presenza dei sangoma è vista come una cosa positiva, in quanto molto spesso i sangoma sono molto più numerosi dei medici di tipo occidentale, rendendo di fatto i sangoma la prima (e in qualche caso unica) fonte di cura medica.

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