San Sebastiano
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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Nato a Narbona, attuale Francia, nel 256, San Sebastiano è uno tra i santi più venerati e conosciuti della religione cristiana.
Educato a Milano, qui incontrò per la prima volta il Cristianesimo proprio nel periodo in cui i cristiani erano perseguitati e ostracizzati dall'Impero Romano.
Dopo aver accettato fede e vocazione, Sebastiano si unì all'esercito romano, dove grazie alla sua forza fisica e alla sua intelligenza si distinse rapidamente tra i soldati di leva, salendo ben presto di grado e diventando una guardia pretoriana, posizione di grande prestigio sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano.
Sfruttando il suo rango, Sebastiano aiutò segretamente molti cristiani avvertendo le comunità di eventuali persecuzioni, aiutando prigionieri a fuggire, e in alcune occasioni usando il proprio denaro per aiutare i bisognosi.
Introdusse inoltre la fede cristiana a molti dei suoi commilitoni, convincendoli a convertirsi e a battezzarsi.
Un giorno però, mentre dialogava con due prigionieri accadde qualcosa di strano: il suo viso fu irradiato da una luce divina e Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, stupefatto invocò aiuto per sua moglie Zoe, muta da sei anni.
La donna si prostrò ai piedi del tribuno il quale, invocando la grazia divina, le pose le proprie mani sulle labbra e fece un segno di croce, ridonandole la voce.
Parecchi dei presenti si convertirono al cristianesimo dopo aver assistito al prodigio, e in pochissimo tempo la notizia arrivò a Diocleziano.
L'imperatore, noto per l'avversione verso i cristiani, convocò Sebastiano davanti al trono imperiale e lo interrogò sulla sua fede.
Sebastiano non negò la sua vocazione, e anzi la confermò.
Sentendosi tradito e indignato ("Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell'ombra contro di me."), Diocleziano ordinò che Sebastiano fosse legato a un palo in un campo aperto sul Palatino e messo a morte come esempio per tutti.
Sebastiano fu colpito da una raffica di frecce e, dato per morto, il suo corpo insanguinato venne lasciato nel campo sotto il sole cocente alla mercé delle bestie selvatiche.
Tuttavia al calar della notte, una donna cristiana di nome Irene andò a recuperare il corpo per dargli una degna sepoltura e si imbatté in un miracolo: Sebastiano respirava ancora, era ancora vivo.
Con l'aiuto di altre persone lo portò a casa e si prese cura delle sue numerose ferite.
Sebastiano lottò tra la vita e la morte per settimane, ma la sua resilienza e la sua fede lo aiutarono a riprendersi.
Dopo la guarigione, incurante delle ripercussioni e con grande coraggio, Sebastiano decise di affrontare nuovamente Diocleziano e si presentò davanti all'imperatore, che stava presiedendo delle funzioni nel tempio eretto da Eliogabalo, rimproverandolo per i suoi atti di crudeltà verso i cristiani.
Il ritorno di Sebastiano non fece però altro che accendere ancora di più l'ira di Diocleziano, che ordinò che Sebastiano venisse picchiato a morte nell'ippodromo del Palatino, per poi gettarne il corpo nella Cloaca Maxima.
Tuttavia, nel suo corso verso il Tevere il corpo si impigliò in dei rami, e ancora una volta i cristiani recuperarono il suo corpo e lo seppellirono nelle catacombe sulla via Appia di Roma onorandolo come un martire che aveva sacrificato tutto per la sua fede.
San Sebastiano è oggi considerato il patrono degli arcieri e dei soldati, ed è invocato in molte culture contro pestilenze ed epidemie.
Particolarmente rispettato anche in Brasile, dove è il patrono della città di Rio de Janeiro, la sua immagine rimane una delle più riconoscibili nell'iconografia cristiana.
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