Rusalki
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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Nella mitologia slava con il termine Rusalki ci si riferisce alle divinità, i demoni, e gli spiriti femminili associati ai fiumi e ai laghi.
Note anche in Russia con il nome di Beregine (da "bereg", ossia riva), hanno di solito l'aspetto di donne giovani con lunghi capelli, occhi verdi e vesti bianchi. Altre versioni le vogliono simili alle Amazzoni, o come creature metà donna e metà pesce, o ancora dall'aspetto cadaverico e pallido.
Associate come detto all'acqua, ma anche alla primavera, hanno il potere di influire sulla fecondità delle donne e dei raccolti, oltre che sulla buona riuscita della pesca e della cura di malattie. D'altro canto, però, possono anche essere portatrici di morte.
Sono solite ballare alla luce della luna, proprio come le ninfe della mitologia greca, il loro albero sacro è il platano, e vengono festeggiate ancora oggi (in particolare in Polonia e Ucraina) a inizio maggio, nella cosiddetta Settimana delle Rusalki. Durante questa festa gli uomini si riposano dal lavoro, e a maggior ragione riposano anche le donne, che vengono addirittura punite dalle stesse Rusalki se lavorano durante i giorni di festa.
Nella forma di demoni dei fiumi le Rusalki attirano gli uomini sulle rive per poi annegarli, ricordando molto da vicino le Sirene o le Banshee.
Leggenda vuole che le donne su*cide, morte per annegamento, o assassinate nei pressi dei corsi d'acqua diventano Rusalki e tornano a infestare il luogo della loro morte finché questa non viene vendicata, momento in cui l'anima trova finalmente la pace e può così scomparire.
Diventa una Rusalki anche una donna che, durante la notte, si imbatte in un corteo di queste creature. In tal caso la donna viene praticamente rapita, e il mattino dopo la famiglia trova una ghirlanda di fiori sull'uscio di casa a testimonianza dell'accaduto.
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