Ravana
- Alla scoperta del mito
- 4 giorni fa
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Figlio del saggio Visrava muni e della principessa yakkha Pushpoth Katha, nel Ramayana, poema epico della mitologia induista, Ravana è il principale di Rama, avatar di Visnù.
Sia asura che brahmino, il piccolo Ravana nasce con dieci teste e per questo verrà chiamato in giovane età Dasagriva ("dalle dieci teste") o Dasamukha ("dalle dieci facce").
Il ragazzo crebbe dimostrando un carattere aggressivo e arrogante, ma nonostante questo dimostrò grandi doti di studioso, e per questo suo padre si prodigò a insegnargli i Veda e tutti i testi sacri, oltre tutte le nozioni necessarie a uno ksatriya, ossia un appartenente alla casta militare e reale.
Finiti gli studi, Ravana iniziò una lunga cerimonia di penitenza in onore di Shri Brahma, il quale poi gli apparve come ricompensa per i suoi sforzi. Ravana chiese l'immortalità al dio, ma scoprendo che non poteva essergli concessa decise di chiedere di non poter essere ferito né ucciso da alcun dio, demone, serpente o bestia selvaggia.
Questa richiesta venne esaudita, e Brahma gli concesse inoltre anche poteri magici e conoscenza delle armi divine.
Forte dei poteri ottenuti, Ravana decise di muovere guerra al fratellastro Kubera, al fine di usurpargli il regno. Kubera, su consiglio del padre che gli fece notare che non aveva modo di battere Ravana, abdicò e lasciò il regno di Lanka al fratellastro senza spargimenti di sangue.
Il regno di Ravana, benché illegittimo, venne descritto come benevolo e positivo, e il suo popolo non soffrì mai la fame e prosperò tantissimo.
Dopo la conquista di Lanka, Ravana incontro Shiva sul monte Kallasa, e non sapendo fosse il monte sacro al dio, cercò di caricarlo su un carro. Shiva, infastidito dall'arroganza del giovane, spinse la montagna con un dito e schiacciò Ravana, che ne uscì illeso grazie ai suoi poteri, restando però intrappolato sotto il peso dei massi.
Quando i suoi seguaci lo informarono, Ravana si pentì e iniziò a comporre canzoni in onori di Shiva, che si impietosì al punto da liberarlo dalla sua prigione e inoltre gli concesse la Spada di Luna, un'arma immensamente potente.
Proprio grazie alla Spada di Luna Ravana iniziò una serie di campagne militari, e dopo aver conquistato un gran numero di regni umani, celesti e demoniaci, celebrando le dovute cerimonie assunse la corona di Imperatore.
In seguito, vincendo in battaglia contro i deva, e assumendo il controllo totale su deva, asura e mortali, si proclamò Imperatore dei Tre Mondi.
All'inizio del Ramayana Ravana domina tutto e tutti, e si dice che possa comandare il sorgere e il tramontare del sole.
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