Palazzo Spinelli
- Grazia Manfellotto
- 5 giorni fa
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Oggi vi portiamo con noi a passeggiare lungo una delle strade più conosciute di Napoli, Via dei Tribunali, precisamente al civico 362, e vi facciamo conoscere Palazzo Spinelli di Laurino.
Tale struttura è ubicata appunto a Via dei Tribunali, strada conosciuta anche come Decumano maggiore, ed è una costruzione molto antica, risalente addirittura al XV secolo.
Inizialmente ospitò infatti l'umanista Giovanni Pontano, autore del "De Bello Neapolitano", opera incompiuta in cui si narra del periodo storico di Giovanni d'Angiò e dei baroni ribelli del Regno di Napoli.
Successivamente il palazzo divenne di proprietà del Duca di Laurino, Trojano Spinelli (da cui prende il nome), che ne ordinò il restauro e la decorazione a metà del XVIII secolo.
L'esclusività dell'edificio risiede nella forma del suo cortile interno a pianta ellittica, l'unico a Napoli; e tra le sue altre maestose peculiarità vi sono la presenza, sul portone d'ingresso, di un'aquila con lo stemma di famiglia sul petto e, ancora, entrando nell'atrio ellittico di cui sopra, è possibile ammirare sulla sommità un bellissimo orologio maiolicato, nonché lo sfarzoso scalone ad opera del famoso architetto Settecentesco Ferdinando Sanfelice.
Quasi sicuramente vi starete chiedendo "Tutto molto interessante, ma cosa c'entra con la pagina?"
Ebbene, nel parlarvi di questa costruzione e del suo imponente scalone vorremmo "presentarvi" e farvi "conoscere" Bianca.
Chi è Bianca?
Bianca è il fantasma che infesta Palazzo Spinelli, nato da una leggenda che dona all'edificio quella giusta aura di mistero e curiosità.
Pare infatti che Bianca fosse una bellissima e dolcissima bambina orfana: la sua storia intenerì a tal punto il Duca, che questi decise di adottarla portandola con sé e facendola vivere a Palazzo.
I due avevano un ottimo rapporto, che ingelosiva la moglie del nobiluomo, invidiosa delle attenzioni che il marito riservava alla bambina.
Un giorno, prima di partire per la guerra, Trojano Spinelli si recò a salutare la coniuge, che lo ignorò completamente. Al contrario, la bambina gli rivolse uno sguardo innocente e compassionevole, che fece inasprire la già forte avversione della donna, la quale decise di punire la fanciulla facendola murare viva nella sua stanza.
Secondo la narrazione, pare che le ultime parole della bambina furono "Famme pure mura' viva, ma in allegrezza o in grannezza tu me vidarraje", che tradotto in italiano sarebbe "Fammi pure murare viva, ma continuerai a vedermi, allegra o maestosa".
E Bianca mantenne la promessa.
Da quel giorno pare che appaia alla famiglia sempre tre giorni prima di un evento, sia esso lieto o tragico, e cambiando il colore del suo abbigliamento in base a questo: vestita di bianco in caso di avvenimento gioioso, mentre col capo coperto da un velo nero per preannunciare un episodio tragico.
Inoltre, più persone nei secoli giurano di averla vista piangere sul maestoso scalone, e molti hanno segnalato alle forze dell'ordine delle urla provenienti dal palazzo.
Il palazzo ha mantenuto negli anni quell'aria solenne e quel suo alone spettrale, divenendo set cinematografico di diversi film piuttosto famosi: "La Pelle" di Liliana Cavani, tratto dall'omonimo romanzo di Curzio Malaparte; "Maccheroni" di Ettore Scola, e "Giallo Napoletano" di Sergio Corbucci, in cui compare Marcello Mastroianni alle prese con strani delitti che avvengono proprio a Palazzo Spinelli.
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