Nuckelavee
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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Appartenente alla mitologia celtica, il Nuckelavee era una creatura di pura malvagità che aveva come unico scopo quello di affliggere gli abitanti delle Orcadi, arcipelago situato al largo della Scozia.
Secondo gli antichi orcadiani, l'unico essere che poteva tenere sotto controllo il Nuckelavee era il Mither o' the Sea, rappresentante delle forze benigne del mare. Gli isolani ritenevano infatti che il Mither trattenesse il Nuckelavee durante le estati e lo spaventasse in inverno con acqua piovana fresca.
Abitatore del mare, il Nuckelavee era però noto per vagare liberamente sulla terraferma, dove di solito cavalcava un destriero mostruoso. E proprio dall'unione di uomo e bestia nasce la rappresentazione fisica della creatura, che veniva descritta con la testa simile a quella di un uomo ma "dieci volte più grande", con una bocca enorme e sporgente, e un unico occhio al centro della testa che ardeva di una fiamma rossa.
Il corpo era senza pelle e senza peli, e solo la carne viva e cruda era visibile, con i muscoli che si contorcevano a ogni movimento.
Leggenda vuole che il suo sangue fosse nero e denso, e che potesse essere visto scorrere nelle sue vene trasparenti.
Il Nuckelavee è stato spesso accusato di disastri che accadevano sulle isole, come onde anomale, raccolti rovinati, epidemie e siccità.
Si diceva che l'antica pratica orcadiana di bruciare le alghe per produrre varecchi (ceneri ricche di soda caustica usate per la produzione di sapone e altri materiali), causasse terribile offesa al Nuckelavee, visto che questi non sopportava l'odore pungente del fumo, e che una volta venne preso da una rabbia diabolica ed estrema.
Colpì infatti tutti i cavalli dell'isola di Stronsay, l'isola in cui furono bruciate per la prima volta le alghe, con una malattia mortale nota come "Mortasheen".
Tale malattia si propagò presto anche in tutte le altre isole, compiendo di fatto la terribile vendetta del Nuckelavee.
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