Nachzehrer
- Alla scoperta del mito
- 4 giorni fa
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Letteralmente tradotto in italiano come "Divoratore della Notte", il Nachzehrer è una creatura molto simile a quella più famosa del vampiro.
Data l'appartenenza a numerose credenze folcloristiche, la sua figura è stata stravolta più volte durante il corso dei secoli, ma la rappresentazione più presente è quella che ha origine in Baviera, in Germania, che vedrebbe il Nachzehrer come un vampiro sviluppatosi dopo la morte per annegamento.
Altra raffigurazione dominante è quella che arriva dalla Polonia, dove il Nachzehrer è sempre un vampiro, al quale però non è stata data la possibilità di completare definitivamente la trasformazione da uomo a vampiro. A causa di questo impedimento il Nachzehrer vive in uno stato di torpore perenne nella sua tomba, non capace di capire cosa stia succedendo. E proprio per questo motivo si limita a divorare il sudario nel quale è avvolto.
Le varianti si intrecciano in vari punti, e sebbene l'origine della creatura sia poco chiara, le sue particolarità sono narrate quasi in maniera identica dalle differenti leggende.
Come già detto, mastica di continuo il suo sudario, i suoi vestiti e anche parti del corpo, come le mani o le labbra.
Leggenda vuole che rimanga in vita succhiando l'energia vitale agli esseri viventi che transitano nelle vicinanze della sua tomba, e che una volta accumulata abbastanza vitalità ritorni in vita emettendo urla disumane come avviso e avvertimento della sua nuova "nascita".
Il sudario di un Nachzehrer, si narra, avrebbe straordinarie capacità curative, e per questo parecchi cosiddetti tombaroli cercavano tombe da profanare al fine di impossessarsi di tale strumento. Una volta rubato il sudario, però, il Nachzeherer si sveglierebbe dal torpore per dare una caccia senza sosta ai profanatori e punirli facendoli ammalare di peste.
Per fermare un Nachzehrer occorre bloccargli le mascelle con dei sassi o delle monete in bocca, mentre l'unico modo per ucciderlo è tagliargli la tesa e poi bollirla nell'aceto.
Nel Lazzaretto Nuovo, l'antico cimitero di Venezia, è stato rinvenuto il cranio di una donna con un mattone incastrato in bocca, una presunta Nachzehrer risalente alla peste del 1576.
Nel 1725, Michael Ranfitus, propose due teorie sul fatto che si ritrovassero sudari e vestiti masticati una volta aperte le tombe: la prima, più razionale, suggeriva che tale situazione fosse dovuta a comuni ratti, mentre la seconda era più "soprannaturale" e suggeriva l'esistenza di un'anima vegetativa che aleggiava intorno al morto e causava crescita di peli e unghie che andavano a danneggiare i tessuti.
Una possibile spiegazione del fenomeno dei Nachzehrer è che i gas prodotti dalla putrefazione, uscendo dalla bocca, inumidissero il sudario, dando l'impressione che fosse stato masticato.
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