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Likho


Likho

Nella mitologia slava il Likho è una creatura ritenuta la personificazione del male e della sfortuna, e tutte le storie che la vedono protagonista terminano con una fine terribile per i malcapitati che hanno la sfortuna di incontrarla.

Il Likho è spesso descritto come una donna anziana vestita interamente di nero, e la sua caratteristica più distintiva è quella di avere un solo occhio.

In tempi più remoti si riteneva che il Likho fosse un servitore della morte, e in epoca precristiana si conducevano, durante periodi di epidemia, rituali nei quali si costruiva un idolo dalle sembianze femminili e con un solo occhio che veniva poi bruciato su un fuoco sacrificale, sperando che insieme all'effigie sarebbe svanita in fumo anche l'epidemia.


Le storie che lo vedono protagonista sono tantissime e la più generica e comune vuole che salti a cavalcioni sulla schiena delle sue vittime, che in preda alla disperazione per non riuscire a scrollarselo di dosso finiscono a buttarsi in fiumi o laghi, annegando inesorabilmente.


Un'altra leggenda nella quale è presente vede protagonisti un sarto e un fabbro.

I due uomini, molto buoni, decisero di intraprendere un viaggio alla ricerca del male, visto che in vita loro non lo avevano mai incontrato.

Arrivati alla capanna di una vecchia megera le chiesero ospitalità e la ottennero, solo per scoprire pochissimo dopo che la vecchina era in realtà un Likho.

La creatura disse agli uomini che li avrebbe mangiati, e così fece, iniziando dal sarto che venne prima cucinato e poi divorato.

Mentre si stava preparando per mangiare il fabbro, questi rivelando la sua professione si offrì di forgiare qualunque cosa il Likho desiderasse, e il mostro chiese subito un nuovo occhio, visto che ne aveva solo uno.

Il fabbro acconsentì, ma a condizione che il Likho si facesse legare a una sedia, dal momento che aveva bisogno di stabilità mentre gli fissava l'occhio sul volto.

Non appena il Likho fu legato, il fabbro prese un attizzatoio e trafisse l'unico occhio della creatura, che cieca e urlando di dolore riuscì a slegarsi e a piazzarsi davanti alla porta per evitare che l'uomo scappasse.

Il fabbro usò però uno stratagemma (già visto nell'Odissea), e si legò a una delle pecore che la creatura aveva in casa e riuscì così a uscire.

Tuttavia, la storia non si conclude con un lieto fine, perché durante la fuga il fabbro trova un'ascia d'oro conficcata in un ceppo e cerca di estrarla, ma la mano gli rimane magicamente attaccata all'arma, e a seconda delle versioni viene o raggiunto e ucciso dal Likho, o è costretto a tagliarsi la mano per fuggire.


Il Likho nel folklore slavo non è semplicemente un mostro o una creatura malvagia con l'intenzione di fare del male agli esseri umani per il gusto di farlo, ma rappresenta piuttosto la natura inevitabile della sfortuna e della cattiva sorte nella vita umana, e un vecchio proverbio russo recita "Non svegliare il Likho che dorme".

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