Leggenda del lupino
- Grazia Manfellotto
- 4 giorni fa
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A Napoli quando vengono fatte delle richieste difficili da esaudire e fin troppo pignole si è soliti dire che è come “andare cercando Gesù Cristo nei lupini”, ossia qualcosa ai limiti dell’impossibile. Ma da dove nasce questa espressione? E cosa c’entra Gesù con i lupini?
Per trovare una risposta bisogna fare un suggestivo viaggio nel tempo e nello spazio, e risalire al momento in cui, secondo la narrazione cristiana, la Vergine Maria e San Giuseppe furono costretti a scappare per mettere in salvo Gesù Bambino. Pur di risparmiarlo alla furia di Re Erode che aveva indetto la purtroppo famosa “Strage degli Innocenti”, Maria e Giuseppe decisero di fuggire in Egitto. Pare che lungo il cammino la Vergine pregasse incessantemente affinché la vegetazione sul loro percorso li proteggesse e li riparasse dai nemici; a un certo punto Maria chiese nello specifico alla pianta di lupini di poter nascondere Gesù tra i suoi frutti e le sue foglie, ma essa si rifiutò di aiutarli. In seguito sempre Maria, terrorizzata ma determinata, come ogni madre, a voler salvare il suo Bambino, ripeté la richiesta di aiuto all’albero di pino, ricevendo stavolta una risposta positiva: l’albero li ospitò proteggendoli e nascondendoli così alla vista dei loro antagonisti.
La leggenda vuole che la pianta dei lupini fu punita per aver negato l’aiuto al Re dei Re, assumendo così il sapore amarognolo che tuttora ne caratterizza i frutti, mentre il pino fu ringraziato dalla Madonna, che lo premiò donando all’albero una carezza fatta proprio con la piccola mano di Gesù Bambino. Sarebbe per questo che ancora oggi, sezionando un pinolo, è possibile ritrovare la forma della manina al suo interno, e che la pigna stessa abbia l’odore dell’incenso, essenza sacra usata anche durante le funzioni religiose. In alcune abitazioni, inoltre, persiste ancora l’usanza di mettere una pigna sul fuoco a bruciare durante il giorno di Natale, così da diffonderne il profumo in tutta la casa.
È giusto dire che vi è anche un’altra ricostruzione di questo modo di dire: pare infatti che la versione originaria sia proprio “dint’ a la pina”, e non “dint’ e lupine” (quindi direttamente “nella pigna” e non “nei lupini”), e che la versione citata a inizio pezzo sia nata solo in seguito, come conseguenza dell’unione tra l’articolo e il sostantivo (pina=pigna). Qualsiasi sia la versione adottata, il risultato non cambia: il modo di dire è indissolubilmente legato alla leggenda, secondo la quale sarebbe appunto impossibile trovare Gesù Bambino in una pianta di lupini, e dunque per estensione della metafora non ha senso avanzare richieste inesaudibili e infruttuose.
“La Leggenda del Lupino” è altresì diventata una famosa canzone trascritta e musicata dal Maestro Roberto De Simone, figura leggendaria della cultura napoletana, ed eseguita magistralmente da Concetta Barra, altra artista straordinaria del panorama partenopeo.
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