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Le strane serrature di Notre-Dame de Paris


Serrature di Notre-Dame

Ci troviamo a Parigi, e probabilmente quasi tutti conoscono la Chiesa in questione, attrazione tra le più visitate della capitale francese nonché costruzione dalla bellezza mozzafiato. Ma c'è un particolare che lega questo luogo, emblema della sacralità, al nome del più acerrimo nemico di Dio: Satana. Sto parlando delle cosiddette "Serrature del Diavolo" (note anche come "Porte del Diavolo"), uno dei tanti racconti che ruotano intorno alla famosa Cattedrale. Ma com'è possibile che in un luogo tale coesistano forze tanto opposte?


Tutto parte nel XIII secolo (anche se alcuni dicono invece XIV secolo), dalla richiesta di realizzare qualcosa di magnificente per le cerniere delle porte lignee situate sulla facciata occidentale. L'opera fu affidata a un giovane fabbro di nome Biscornet, che ambizioso e volitivo accettò di buon grado senza rendersi conto dell'impresa particolarmente ardua. L'artigiano infatti ben presto comprese che tale compito era troppo impegnativo per la sua bottega, e i manufatti troppo intricati e di grandi dimensioni per la sua fucina. In preda alla disperazione, e con la fretta di dover consegnare il lavoro rispettando le scadenze imposte, Biscornet decise quindi di recarsi nei bassifondi parigini alla ricerca del Diavolo, affinché lo aiutasse a un giorno dalla consegna dell'opera. Satana decise di aiutarlo, in seguito alla stipulazione di un patto che prevedesse l'anima del fabbro. Le cerniere e le serrature furono così realizzate in tempo, e nello stile sontuoso e sbalorditivo richiesto, idoneo all'importanza della Chiesa stessa.


Un'altra versione della leggenda racconta invece della frustrazione di Biscornet, che ovviamente ambiva a realizzare un capolavoro per la Chiesa più importante di Parigi ma senza riuscirci. Vedendo che il tempo passava e la scadenza incalzava, in un momento di disperazione il fabbro gettò via i suoi utensili, gridando "Al diavolo!". Tanto bastò a Lucifero per materializzarsi e accettare di aiutare l'artigiano, in cambio della sua anima. A nulla servirono le suppliche del talentuoso giovane, il quale cercò di spiegare che la sua reazione era stata dettata dall'avvilimento e non fosse una vera e propria richiesta. I due si batterono a lungo, e in seguito alla lotta Biscornet svenne perdendo i sensi. Al suo risveglio, il fabbro trovò le cerniere e le serrature realizzate esattamente come le aveva desiderate. Secondo alcuni, il Diavolo le aveva fabbricate addirittura nella sua personale fucina infernale. Biscornet tentò di sbarazzarsene per non dover pagare il prezzo troppo alto di quell'opera, ma inutilmente: i committenti arrivarono nell'officina e restarono estasiati dinanzi a tali manufatti, e il fabbro non ebbe il coraggio di dire la verità su chi fosse il vero autore.


Ciò che accomuna entrambe le versioni è l'esito della vicenda: quando arrivò il giorno dell'inaugurazione, al momento dell'apertura le serrature si rifiutarono ostinatamente di schiudersi. La particolarità è che l'unica porta a non opporre resistenza pare fu quella centrale, dalla quale passavano i religiosi e il Santo Sacramento: secondo le spiegazioni, Satana non aveva avuto il coraggio di opporsi, non realizzando infatti alcun manufatto per il portone in questione. Aveva invece tentato di scoraggiare in tutti i modi i fedeli dall'entrare in Chiesa a pregare, provando a impedire il loro ingresso nella Cattedrale. Furono necessari numerosi esorcismi e benedizioni, con tanto di acqua santa, per far sì che anche le porte laterali cedessero, facendo funzionare in maniera adeguata le ormai note cerniere e serrature.


In tutta questa storia cosa ne fu del giovane fabbro? Poco tempo dopo egli morì, e anche qui vi sono due versioni: secondo la versione che parla di un Biscornet dannato, pare che il suo fantasma continuò a manifestarsi per parecchio tempo nei dintorni della sua tomba, intonando misteriose e arcane invocazioni sataniche. Attenendoci invece alla versione più ottimistica, l'artigiano comprese il suo errore e si pentì, chiedendo perdono a Dio e salvandosi proprio grazie all'intercessione della Vergine Maria.


Al di là del racconto, molti studiosi hanno spiegato il motivo alla nascita di tale leggenda. Nel corso dei secoli successivi, la bellezza e la complessità dei manufatti sopracitati continuavano a incantare tantissimi visitatori, che ne scrivevano ammirati. In particolare, nel 1700 lo storico Sauval affermò che chiunque svolgesse lo stesso mestiere di Biscornet non riusciva a credere ai propri occhi, interrogandosi a lungo e inutilmente sulle tecniche impiegate per realizzare un'opera del genere. Pare infatti che Biscornet fosse così geloso del proprio lavoro da non farsi osservare da nessuno mentre effettuava le imprese commissionategli. Da qui l'origine di tale racconto: non era possibile né concepibile che all'epoca un solo uomo, senza poteri soprannaturali né altri tipi di "aiuti" potesse creare qualcosa di tanto incredibile.


Un'ultima chicca: tra i dettagli di tale capolavoro vi è, proprio nella parte centrale della porta, una testa che presenta due corna sulla sommità. Secondo alcuni sarebbe la firma dell'artigiano, in quanto Biscornet può essere letto anche come "bis-cornet", due corna, appunto. Stando invece a coloro che credono alla leggenda questa sarebbe proprio la prova definitiva che tale manufatto sia opera del Diavolo, il quale non avrebbe resistito a lasciare il proprio marchio di fabbrica…

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