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Le quattro età del mondo nella mitologia greca



quattro età del mondo

La mitologia greca, così vasta e diversificata, gioca un ruolo chiave nella nostra comprensione della cultura e delle credenze di tutto il mondo antico.

Tra tantissime storie e personaggi, una delle narrazioni più affascinanti è sicuramente quella delle Età del Mondo, che illustra l'evoluzione dell'umanità attraverso cinque fasi ben distinte: l'Età dell'Oro, l'Età dell'Argento, l'Età del Bronzo, l'Età degli Eroi e l'Età del Ferro.

Ciascuna di queste epoche è un periodo unico nella storia che rifletti le modifiche nel rapporto tra gli esseri umani, gli dèi e la natura, nonché le trasformazioni nella morale e nell'etica umana.


L'Età dell'Oro è il primo e più prospero periodo nella sequenza delle epoche descritte da Esiodo nel suo "Le Opere e i giorni".

Durante questa epoca gli esseri umani vivevano in perfetta armonia con le divinità e godevano di un'esistenza pacifica, colma di abbondanza e felice.

La vita nell'Età dell'Oro era l'idealizzazione della perfezione e un'utopia se rapportata alle epoche successive.

La terra era estremamente fertile, generava cibo spontaneamente e non c'era bisogno di duro lavoro; gli esseri umani avevano un rapporto diretto e amichevole con le divinità, che offrivano loro protezione, saggezza e guida divina. L'armonia con le divinità assicurava anche pace e giustizia tra gli umani, creando una società equilibrata e stabili.

Gli umani dell'Età dell'Oro venivano descritti come quasi immortali; erano molto longevi e non soffrivano di alcuna malattia, di alcun dolore, né di alcuna sofferenza che arrivò poi ad affliggere l'umanità nelle epoche successive.

Vivevano senza preoccupazioni ed ebbero un'esistenza gioiosa piena di feste e celebrazioni.

In questa epoca i valori morali ed etici erano ai massimi livelli: gentilezza e generosità erano caratteristiche intrinseche degli umani. L'assenza di conflitti e di rivalità consentiva una convivenza armoniosa e la piena collaborazione tra i membri della società.


Con la fine dell'Età dell'Oro arrivò l'Età dell'Argento.

Gli umani avevano ancora una durata di vita relativamente lunga, tuttavia non erano più descritti come praticamente immortali.

La terra era ancora molto fertile, ma aveva ora bisogno di cure minime per produrre cibo.

E in questo periodo il rapporto tra umani e divinità cominciò a deteriorarsi. I culti e il rispetto per gli dèi si indebolirono, e questi iniziarono ad allontanarsi dagli mortali.

Questa disconnessione portò a un declino nei valori morali ed etici, e gli esseri umani divennero meno virtuosi e più egoisti e ignoranti dei loro predecessori.

La mancanza di saggezza influì anche sul rapporto con la natura. Gli uomini iniziarono a sfruttare l'ambiente invece di viverci in armonia.

Seppur la società si manteneva relativamente pacifica, iniziarono ad esserci i primi conflitti. Giustizia ed equità cominciavano a essere compromesse, lasciando spazio alla corruzione.


Seguendo questo sentiero oscuro, gli uomini arrivarono all'Età del Bronzo, che fu segnata in primo luogo dalla violenza.

Gli esseri umani di questa epoca erano conosciuti per essere spietati e brutali, dediti a guerra e distruzione.

La società divenne molto più violenta e aggressiva. La pace e l'armonia vennero sostituite da costanti conflitti e guerre, e la vita divenne più breve e più difficile.

La terra non era più fertile come un tempo, e necessitava ora di lungo e duro lavoro per dare i suoi frutti.

La connessione con le divinità divenne praticamente inesistente. I culti furono quasi del tutto dimenticati e senza guida divina le azioni dei mortali vennero guidate esclusivamente da ragioni egoistiche e immorali.

La gentilezza e la generosità lasciarono il posto alla crudeltà e all'ambizione. La società divenne iniqua e instabile, e avendo disonorato l'opera delle divinità, qeuste decisero di sterminare i violenti e spietati umani che in quel momento dominavano il Mondo.

Zeus e Poseidone inviarono un enorme diluvio sulla Terra, risparmiando solo due umani: Deucalione e Pirra, che furono responsabili di ripopolare la Terra con gli uomini che avrebbero popolato le successive epoche.


Con la fine di questa violenta epoca arrivò l'Età degli Eroi, caratterizzata dalla presenza di semidèi e grandi eroi che compirono importanti imprese.

Questa epoca è una breve rinascita della grandezza umana dopo il precedente buio periodo.

Gli eroi di questa epoca discendevano direttamente dalle divinità e avevano straordinari talenti, forza e coraggio. Combattevano mostri, guidavano eserciti, e affrontavano sfide impossibili per esseri umani ordinari.

La presenza degli eroi consentì di ristabilire ordine e giustizia nella società, e il rapporto tra umani e divinità tornò a rafforzarsi con eroi e semidèi che facevano a tutti gli effetti da intermediari.

La maggior parte dei miti e delle leggende greche si svolgono in questa epoca, incluse storie come quelle di Teseo, Ercole, Giasone e Ulisse.

Questi miti sottolineano il coraggio e la saggezza degli eroi di fronte ad avversità apparentemente insormontabili.


L'Età degli Eroi terminò con la fine della Guerra di Troia, dando così vita all'Età del Ferro, segnata da lotte, sofferenze e decadimento morale.

È il periodo in cui Esiodo afferma di vivere, ed è l'era più oscura e impegnativa descritta dal poeta.

Segnati da duro lavoro, sofferenze e ingiustizie, per gli umani la vita divenne un peso.

A differenza delle precedenti epoche, che avevano un chiaro punto di fine, secondo Esiodo l'Età del Ferro continua ancora oggi e sta lì a ricordarci le sfide e le difficoltà affrontate dall'umanità nel corso della sua Storia.

Sempre secondo Esiodo, Zeus porrà fine anche a questa ultima epoca "quando i bambini nasceranno canuti".


Cosa ne pensate? Siamo ancora nell'Età del Ferro come detto da Esiodo, o siamo in una nuova Età?



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