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Le dodici donne cornute


Dodici donne cornute

La storia delle dodici donne cornute è una leggenda appartenente al folclore irlandese e narra di appunto dodici streghe che si impadroniscono della casa di una ricca donna.


Il tutto iniziò una notte mentre la padrona di casa era intenta a lavorare la lana, e il resto della famiglia era tranquillamente addormentata.

Udendo bussare alla porta, la donna aprì senza problemi pensando si trattasse di un vicino magari bisognoso di qualcosa. Si trovò però davanti una brutta donna sulla cui fronte era presente un corno e che aveva in mano un attrezzo per filare la lana.

La strega senza nemmeno presentarsi si introdusse in casa e prese a lavorare la lana con grande velocità. Improvvisamente si fermò e disse: "Dove sono le altre? Sono in ritardo."


Non ebbe nemmeno finito di dire questo che di nuovo qualcuno bussò alla porta. La padrona di casa, ormai praticamente sotto l'influsso di un incantesimo, si sentì costretta ad aprire la porta e si ritrovò davanti una donna con due corna sulla fronte. Questa entrò e si sedette vicino l'altra iniziando anch'essa a filare la lana.

La casa fu ben presto riempita da dodici streghe dall'aspetto spaventoso, ognuna con un corno in più sulla testa, con l'ultima strega arrivata quindi con dodici corni a ornarle la fronte.

Tutte intente a lavorare la lana cantando una nenia, mentre la padrona di casa non era in grado di muoversi o chiamare aiuto.


A un certo punto una delle streghe ordinò alla donna di fare loro una torta, ma la donna non aveva un vaso con cui raccogliere l'acqua al pozzo. Le streghe le dissero quindi di prendere un setaccio e usare quello, e la donna così fece, ma ovviamente l'acqua passava attraverso il setaccio rendendo vano ogni tentativo di raccoglierla.

La donna cadde in uno stato di disperazione e fu in quel momento che udì una voce. Era lo Spirito del Pozzo che le disse di creare una pasta di argilla e muschio e di usarla per coprire il setaccio in modo che trattenesse l'acqua. Le disse poi di tornare a casa da nord e di gridare per tre volte "La montagna delle donne feniane e il cielo sopra di essa è in fiamme! Tutto in fiamme!".


La donna fece come da istruzioni e non appena ebbe gridato quella frase le streghe strillarono e scapparono verso Slivenamon, la montagna sulla quale vivevano.


Lo Spirito del pozzo disse allora alla donna come rompere l'incantesimo delle streghe e come impedire loro di tornare.

Quando poco dopo le streghe tornarono, in collera per essere state ingannate, capirono di non poter più entrare in casa e la loro furia aumentò a dismisura. Volarono in aria urlando maledizioni contro la donna e contro lo Spirito del Pozzo, ma non tornarono più. Una di loro lasciò cadere il mantello, che fu raccolto dalla donna come ricordo del suo calvario.


La leggenda delle donne cornute sembra essere una miscela di aspetti pagani e cristiani. Il pozzo è abitato da uno spirito, una credenza pagana comune, nella quale le corna simboleggiavano un aspetto materno e nutriente oltre che la Luna crescente ed erano spesso associate a divinità positive. Eppure le donne cornute della leggenda non sono madri e nutrici, ma megere che lanciano incantesimi malvagi e gridano maledizioni, ossia il ritratto delle streghe diffuso dalla Chiesa Cristiana, che cercava in ogni modo di "screditare" le antiche credenze pagane.

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