Lancillotto
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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Più famoso tra i cavalieri di Re Artù, Lancillotto è anche considerato il più abile e il più coraggioso tra tutti i cavalieri mai esistiti.
Era inoltre adorato da tutti gli altri cavalieri della tavola rotonda, che vedevano in lui l'ideale perfetto di cavalleria medievale.
Figlio del re romano-gallico Ban di Benoic e della regina Elena, perse entrambi i genitori durante una rivolta quando era ancora bambino.
Alla morte del padre, Lancillotto venne praticamente rapito dalla misteriosa Dama del Lago, che lo portò con lei nella leggendaria Avalon dove venne accudito e gli vennero insegnate le arti della guerra.
Al compimento del diciottesimo anno di età, Lancillotto si presentò alla corte di Re Artù e nel giorno della Pentecoste venne nominato cavaliere del re.
Proprio in quel giorno vide per la prima volta la donna che sarebbe diventata l'amore della sua vita: Ginevra, regina moglie di Re Artù.
Lancillotto cercò di essere sempre fedele al suo re, ma l'amore per la donna lo tormentava costantemente e decise quindi di lasciare la corte per girovagare per il mondo.
Durante questi anni la sua fama divenne sconfinata. Sconfisse infatti tantissimi nemici e le vittorie nei duelli contro i più forti e coraggiosi cavalieri erano impossibili da contare.
Il suo nome era ormai famoso ovunque, e le sue gesta erano cantate dai bardi in tantissime canzoni.
Lancillotto era di fatto considerato il campione del re, e il cavaliere prese parte a numerosi duelli per difendere l'onore di Artù e della sua amata Ginevra.
Proprio l'amore per la regina fu la leva usata da Pelles, il Re Pescatore, per ingannare il cavaliere al fine di avere un erede.
Usando bugie e inganni magici, Pelles convinse Lancillotto a giacere con sua figlia, che agli occhi del cavaliere aveva le sembianze di Ginevra, e da questa unione nacque Galahad, predestinato tra le altre cose a ottenere il Graal.
Dopo aver scoperto la realtà, Lancillotto abbandonò il regno di Pelles e tornò a Camelot, dove però la passione verso Ginevra diventò incontenibile.
I due iniziarono a vedersi in segreto, e col cuore pieno di sensi di colpa per aver tradito il suo re, Lancillotto iniziò a fallire numerose cerche, inclusa quella per il Santo Graal.
Quando infine Sir Mordred, altro cavaliere della tavola rotonda, denunciò il tradimento di Lancillotto, grande confusione esplose a corte, e Lancillotto fu costretto a fuggire in Francia.
Mordred però era determinato a porre fine al regno arturiano, e istigò quindi il re a partire lui stesso per ottenere la vendetta che meritava e che avrebbe ottenuto solo uccidendo in prima persona Lancillotto.
Artù quindi partì, e Mordred si avvantaggiò dell'assenza del re per cercare di insediarsi sul trono svariate volte.
Ricevute tali notizie, Artù decise di interrompere l'inseguimento e di tornare in patria per difendere il trono.
Anche Lancillotto venne a sapere della cosa, e partì a sua volta per Camelot, intenzionato ad aiutare il re e a cercare in tal modo una riconciliazione e un eventuale perdono.
Al suo arrivo era però già troppo tardi; Artù era morto in battaglia, e Lancillotto non poté fare altro che ritirarsi nell'abbazia di Glastonbury al fine di ripulirsi l'anima dai peccati commessi.
Stessa cosa fece Ginevra, che si ritirò a vivere in un convento poco lontano.
Qualche anno dopo, alla notizia della morte di Ginevra, Lancillotto si lasciò andare alla depressione e morì poco tempo dopo.
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