La vecchina di Vico Librai
- Grazia Manfellotto
- 4 giorni fa
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La storia di oggi non è solo un viaggio in termini geografici, ma anche un salto indietro nel tempo. Siamo infatti nel 1944, in una zona della Genova di allora, e conosceremo le vicende di un’anziana donna che viveva in Vico dei Librai. Il racconto ci dice che in un giorno come un altro la donna, di nome Maria Benedetti e nota anche come “la vecchina” del vicolo, era uscita per la spesa, nei suoi abiti umili ma sempre estremamente dignitosi. Purtroppo, un improvviso malore la colpì, facendola morire, secondo la leggenda, accasciata sui gradini di un portone. Per molti anni i suoi concittadini dell’epoca, testimoni dell’accaduto, ne hanno tramandato il racconto, sottolineando con empatia e ammirazione la grande dignità della vecchina nonostante la povertà che la attanagliava.
Sfortunatamente, pare che Maria non ricevette una degna sepoltura all’epoca dei fatti, e questo comportò il vagare della sua anima per anni, comparendo di tanto in tanto per le strade della Superba. Il primo avvistamento risale al 1989: la donna sarebbe stata vista in giro, intenta a chiedere in giro informazioni per tornare a casa sua, in Vico dei Librai. Una richiesta, tuttavia, che nessuno era in grado di esaudire: la strada in questione infatti non esisteva più da anni, non solo a causa dei bombardamenti ma anche in seguito al piano edilizio degli anni ’60 che apportò diversi cambiamenti al capoluogo ligure. Non fu solo questa la stranezza che colpì i passanti: tra gli altri elementi insoliti, vi era il dialetto genovese antico parlato dalla signora in questione, e una banconota che la vecchina donò a un mendicante, datata 1943.
Secondo i vari racconti, la donna sarebbe apparsa più volte, a distanza di pochi anni. La seconda volta fu nel 1994, in cui si recò a far visita a un suo familiare per poi scappare all’improvviso per non farsi vedere. Nella fuga fu investita da un’auto, che la fece cadere con le sue borse della spesa, ma nonostante i parecchi testimoni dell’accaduto, all’arrivo della polizia la vecchina era sparita. Nello stesso anno, in un bar lungo i caruggi genovesi, entrò pagando il conto con antiche monete, e lasciando sul bancone un borsellino consunto, contenente alcuni oggetti personali, tra cui una chiave. Quando i titolari uscirono dal bar per cercarla e restituirle il portamonete, la donna era sparita; la neve, caduta da poco, non recava alcuna traccia dei suoi passi.
Ancora, un altro avvistamento risale al 1997: una ragazza fu fermata da un’anziana donna, e si fermò a parlare con lei perché credeva che la vecchina avesse bisogno di aiuto. Poco dopo, la ragazza fu raggiunta da una sua amica, che le chiese perché stesse parlando da sola… Nel voltarsi di nuovo verso la donna, quest’ultima si era dissolta nel nulla.
Secondo gli appassionati ed esperti di fantasmi, le apparizioni sarebbero diventate ormai cicliche: precisamente la donna apparirebbe ogni cinque anni, sempre nei giorni tra Natale e Capodanno, chiedendo indicazioni per tornare a casa con il tono indaffarato di chi ha tante faccende da sbrigare. Stando a un’altra versione, invece, l’anima della vecchina continuerebbe a vivere in una sorta di dimensione intermedia, tra il mondo dei vivi e quello dei morti, ma anziché sporadiche apparizioni, vivrebbe ancora oggi le sue giornate come all’epoca, uscendo, facendo l’elemosina con monete del vecchio conio, e nel tornare a casa, sparirebbe laddove un tempo c’era Vico dei Librai.
Che si scelga di credere alla versione dei medium che si sono occupati del caso, e quindi all’esistenza del fantasma, o che si decida di restare razionali e catalogare la leggenda come una delle tante espressioni del folklore popolare, di certo è una storia incredibilmente suggestiva. Tenerla in vita, soprattutto per i genovesi, probabilmente significa cercare di non dimenticare la città che fu, con la sua storia, con i suoi vecchi vicoli, con la nostalgia e il calore che tutto ciò comportava. E per i non genovesi, forse vuole essere un monito per non dimenticare i periodi bui che l’umanità ha attraversato in passato, e riuscire a trattare sempre con gentilezza le tante storie della nostra quotidianità, rappresentate proprio dalla commovente leggenda della vecchina genovese.
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