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La strada del gatto che pesca


Strada del gatto che pesca

Come mai questa strada è menzionata tra le principali curiosità della capitale francese? Innanzitutto perché pare concorrere, assieme al Sentier des Merisiers, per il record di strada più stretta della città: situata nel V arrondissement, questa via tanto caratteristica misura 29 m di lunghezza e presenta una larghezza massima di 1,80 m. La sua denominazione deriva da un'insegna eponima, raffigurante proprio un gatto intento a catturare un pesce, oggi purtroppo sparita. Tale insegna stava ad indicare la presenza di una bottega dedita al commercio di pesce di proprietà di un canonico.


La "Strada del Gatto che Pesca" fu aperta nel 1540, e compare addirittura in un manoscritto del 1636; agli inizi della sua costruzione, l'architettura parigina del tempo le permetteva di trovarsi davvero a ridosso della Senna. Il nome stesso dell'attività commerciale di quel periodo deriverebbe dalla leggenda che sto per raccontarvi.


Proprio in questa strada pare vivesse e gestisse il suo negozio un uomo misterioso, di nome Dom Perlet. Per alcuni era un canonico, appunto, per altri un mago, un alchimista. A prescindere dalla sua vera identità, egli era sempre accompagnato dal suo fidato gatto nero, il quale era solito appostarsi lungo le rive della Senna e con grande abilità pescava i pesci per procurarsi il pasto. Fin qui nulla di anomalo, era il tipico comportamento di qualsiasi felino in presenza di cibo.


Col passare del tempo, tuttavia, i passanti cominciarono a notare qualcosa di strano: il gatto non pescava come tutti gli altri felini, bensì sembrava capace di attirare i pesci emettendo delle vibrazioni dalle sue zampe, o addirittura attraverso la telecinesi. Ciò cominciò a inquietare i residenti, i quali cominciarono a ipotizzare che ci fosse qualcosa di paranormale dietro tutto ciò, che fosse il risultato di opere di stregoneria... fino a pensare di trovarsi in presenza del Diavolo in persona, sdoppiato sia nella persona del losco Dom Perlet che del suo fidato amico a quattro zampe.


Un giorno, tre studenti privi di scrupoli decisero di chiudere la questione e gettarono crudelmente il povero gatto nella Senna, convinti che, se l'animale e l'enigmatico bottegaio erano collegati, eliminando uno dei due avrebbero risolto il problema alla radice. In effetti Dom Perlet parve sparire per qualche tempo, salvo poi ricomparire qualche tempo dopo in compagnia del suo gatto nero, mentre non si sa che fine abbiano fatto i tre studenti...


Un'altra versione della storia, più credibile, giustificherebbe la presenza dei felini intenti a "pescare" lungo questa viuzza come conseguenza di diversi pozzi collegati direttamente alla Senna. La grande quantità di pesci intrappolati avrebbe così attirato i gatti delle vicinanze. L'origine stessa di un'espressione francese "aller voir pêcher les chats" (ossia: andare a vedere pescare i gatti, col significato di lasciarsi convincere facilmente) deriverebbe da ciò.


Ad oggi, la strada conserva di sicuro il suo fascino parigino e gradevolmente anacronistico: passeggiandovi, sembra di essere catapultati nel periodo di attività del cabaret omonimo, "Le Chat Qui Pêche", chiuso purtroppo nel 1970, in cui si esibirono, tra gli altri, artisti del calibro di Chet Baker e Gato Barbieri.

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