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La grande carestia del 1315



carestia 1315

La Grande Carestia del 1315, conosciuta anche come Grande Carestia Europea, fu una catastrofe senza precedenti che portò praticamente alla rovina il Vecchio Continente.

La situazione socio-economica dell'Europa in quel momento vedeva il continente in un periodo di grande espansione e prosperità, cosa che provocò un enorme aumento demografico. Tuttavia, la maggior parte della ricchezza generata rimase nelle mani dei relativamente pochi signori feudali che possedevano terreni e sfruttavano i contadini "ripagandoli" con protezione e una piccolissima parte del raccolto.


I piccoli periodi di fame erano parte della vita quotidiana, ma la carestia del 1315 non aveva precedenti nell'Europa medievale e cambiò letteralmente le carte in tavola.

Le cause scatenanti furono molteplici, ma una delle principali furono le condizioni climatiche di quel periodo; il 1315 ebbe un'estate gelida e umida che influì negativamente sui raccolti, e come se non bastasse ci furono innumerevoli calamità naturali come tempeste, grandine, gelo e inondazioni.


Inoltre, i signori feudali avendo a cuore unicamente i loro interessi continuavano a imporre tasse elevate ai contadini, non tenendo minimamente in conto la scarsità dei raccolti.

Di conseguenza la maggior parte dei contadini sprofondò nella povertà più assoluta con un ulteriore crollo della produzione agricola.

Altro fattore scatenante fu la mancanza di infrastrutture e trasporti adeguati; le regioni più colpite vennero di fatto isolate, senza possibilità di poter acquistare cibo dalle zone vicine.


La scarsità di cibo fece salire alle stelle i prezzi dei prodotti alimentari, i contadini già in povertà caddero nella più profonda disperazione e furono costretti a vendere bestiame e attrezzi per pagare tasse e debiti, e ovviamente alcuni furono costretti a mendicare o rubare e molti si ridussero a mangiare erba o corteccia, se non addirittura a sfociare nel cannibalismo.

Inevitabilmente aumentarono criminalità e disordini sociali. Le rivolte alimentate da fame e sofferenza erano all'ordine del giorno; le persone diventavano sempre più aggressive e disposte a tutto pur di sopravvivere.

In questa situazione di estremo disordine, con le persone disposte a mangiare praticamente di tutto, iniziarono a insorgere le prime epidemie di colera e tifo che aumentarono ovviamente i disagi oltre che la già alta mortalità.

Anche la chiesa, che all'epoca era una delle principali fonti di assistenza, era in difficoltà a causa della mancanza di risorse, e non era insolito assistere a scene di persone che venivano lasciate morire all'esterno delle chiese.


Con l'aumentare della carestia, e dei problemi, le vennero adottate misure più drastiche per cercare di mantenere l'ordine e la legge: furono infatti introdotte pene severissime ai ladri e agli accumulatori di cibo, arrivando fino alla pena di morte, e fu istituito un sistema di razionamento alimentare. Tuttavia questi sistemi si dimostrarono per lo più inefficaci, e anzi generarono ancora più conflitti e disordini.

In alcune regioni le rivolte divennero via via sempre più violente. I contadini presero le armi contro i signori e le autorità, che ormai non riuscivano più a trattenerli.

La Carestia aveva causato il collasso dell'ordine sociale, ed ebbe un impatto significativo sul sistema feudale, intaccando il potere dei signori e portando alla nascita di nuove classi sociali. Infatti, non ricevendo per forza di cose i profitti derivanti dalle tasse, molti nobili non ebbero più le risorse per mantenere i loro possedimenti e furono costretti ad abbandonare tenute e terreni vendendoli a prezzi stracciati o lasciandoli del tutto.


Si racconta che addirittura il re d'Inghilterra Edoardo II aveva difficoltà a trovare il pane per sé e per la sua corte.

Anche il prestigio della chiesa fu scosso dall'evento: la fede di molte persone fu infranta e iniziarono a prolificare tantissimi movimenti eretici. La cultura fu trasformata da una minore pietà religiosa, e questo portò a una crescita del Secolarismo e della scienza.


La Carestia colpì una popolazione di circa trenta milioni di persone divise tra Francia, Irlanda, Gran Bretagna, Paesi Bassi, buona parte della Germania e zone di Polonia, Austria e Scandinavia, e durò fino al 1317, quando i livelli di produzione alimentare iniziarono a riprendersi e si stima che oltre il 10% della popolazione europea morì durante la Grande Carestia, per fame, conflitti sociali o problemi di salute di diretta conseguenza della situazione.



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