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Kibuka


Kibuka

Figura di spicco del pantheon dei Baganda, gruppo etnico che abita l'Uganda, Kibuka è una divinità suprema, dio della guerra e fratello minore di Mukasa, dio della prosperità e della fertilità.


Rappresentato come un guerriero dalla figura imponente e robusta, porta una lunga barba ed è avvolto da un mantello scarlatto sulle spalle, mentre il suo capo è adornato da un elmo cornuto.

Inoltre possiede anche un paio di ali, che gli forniscono la capacità di volare.

Kibuka è riconosciuto con diversi nomi alternativi, ognuno dei quali fa luce su aspetti distinti del suo carattere e delle sue abilità. Questi includono Kigulu che significa "colui che combatte", Nnamulondo che significa "colui che ama la lancia" e Nnakajugo che significa "colui che porta la vittoria".


Si ritiene abbia la capacità di controllare fuoco e fulmini, di provocare terremoti e di evocare arcobaleni e tempeste.

Nonostante il suo aspetto guerrafondaio, possiede anche un lato benevolo, e il suo tocco è capace di riparare ferite o curare malattie.


I seguaci di Kibuka, cercando le sue energie protettive e benedicenti, si adornano con amuleti o ciondoli che portano la sua immagine o il suo nome. Questi servono come simboli tangibili di rifugio e benedizione, portati come segni personali di connessione spirituale.


Inoltre, Kibuka è occasionalmente associato alla divinazione e alla profezia, presentandolo come una figura saggia capace di offrire guida e prevedere gli esiti di conflitti imminenti. Questa natura sfaccettata sottolinea ulteriormente il significato di Kibuka come divinità i cui poteri si estendono oltre la semplice abilità fisica, comprendendo acume strategico, manipolazione del clima e capacità di guidare i suoi seguaci attraverso la divinazione.

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