top of page

Katonda


Katonda

Katonda è il nome che il popolo Baganda, risiedente nell'odierna Uganda, usa per parlare della loro divinità creatrice.

Katonda è infatti considerato il padre e la figura guida del pantheon Baganda, nonché re e giudice dell'universo.


È tipicamente rappresentato come un'entità invisibile e onnisciente, tuttavia alcuni resoconti che lo vedono prendere una forma umana lo descrivono come un uomo dalla carnagione scura e della barba fluente, con indosso una veste bianca e una corona, a simboleggiare la sua purezza e il suo potere.

Padre dei balubaale (insieme di divinità e spiriti), la sua relazione con loro è più gerarchica che familiare, dal momento che si ritiene Katonda troppo puro per essersi accoppiato e quindi aver dato alla luce dei figli.


Secondo la leggenda, un giorno Katonda diede a Kintu, primo uomo e unico a cui era consentito parlare con la divinità, un vaso da controllare ma questi non ubbidì e così vennero create la morte, le sofferenze e le malattie.

(Secondo un'altra versione del mito, non fu lui, ma sua moglie Nambi a portare la morte nel mondo non rispettando il divieto di visitare il cielo.)


Tra le tribù è conosciuto anche con molti altri nomi, come Lissoddene (Grande occhio), o Kagingo (Maestro di vita), Ssewannaku (Eterno), Lugaba (Donatore), Ssebintu (Signore di tutte le cose), e tanti altri.


Al centro dell'identità di Katonda c'è la sua onnipresenza, che funge da conforto e guida per i Baganda, che si sentono in questo modo al sicuro e protetti, e in quanto maestro di vita è strettamente connesso alla forza vitale di tutte le creature, sottolineando il suo ruolo di divinità nutrice e vivificante.

Inoltre viene a volte chiamato "Il Gigantesco", a rimarcare ancora di più la sua presenza immensa e maestosa.

Post recenti

Mostra tutti

Comments


Donazione
1 €
5 €
10 €
20 €
50 €
100 €
bottom of page