Israfil
- Alla scoperta del mito
- 6 giorni fa
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Nella tradizione religiosa coranica e islamica, Israfil è l' angelo che suona la tromba per segnalare il Qiyamah (il giorno del giudizio ) nell'Islam, a cui seguirà la morte immediata di ogni essere umano ancora in vita, e immediatamente dopo la resurrezione di tutte le anime, che verranno resuscitate da Allah per il verdetto finale, scritto su una tavoletta che verrà letta proprio da Israfil.
Sebbene il nome Israfil non appaia nel Corano, si allude ripetutamente a una figura che suona una tromba e si presume che sia questa figura:
E suonerà la tromba, così tutti quelli che sono nei cieli e tutti quelli che sono sulla terra sveniranno, tranne colui che Allah vorrà; poi suonerà di nuovo, allora staranno in piedi in attesa.
— “Sūra delle schiere” (39:68)
Per il suo ruolo è comunemente pensato come la controparte dell'arcangelo giudeo-cristiano Raffaele.
Israfil è descritto come un gigantesco angelo il cui solo piede si dice misuri sette volte la Terra, e possiede quattro ali: una rivolta a est, una a ovest, una che gli copre le gambe e una che gli protegge la testa e il viso nel timore di Dio.
La tradizione araba vuole che Maometto abbia passato tre anni con Israfil, e che proprio quest'ultimo lo abbia iniziato come profeta.
È inoltre l'angelo della musica e colui che incoraggia a cantare e scrivere canzoni. La sua voce angelica avvolge l'ascoltatore nell'amore, rigenerando il corpo, la mente e l'anima. Ispira le persone a cantare per sollevare il loro spirito, e non a caso un modo per invocarlo è proprio quello di cantare o cantilenare parole sacre al fine di entrare in sintonia con lui e chiedergli aiuto e protezione.
È spesso invocato per alleviare la depressione, per aiuto nella scrittura di musica o per aumentare le abilità musicali, o anche solo semplicemente per vegliare sulla salute e la sicurezza personale e dei propri cari.
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