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Il gallo di Vienna


Gallo di Vienna

Quella del gallo di Vienna è una leggenda che si svolge nel quindicesimo secolo, durante il regno dell'imperatore Massimiliano I. Il protagonista della vicenda è un uomo di nome Kaspar von Schlezer, conosciuto non solo per essere uno dei più fedeli servitori dell'imperatore, ma anche per la sua felice relazione con una donna bellissima. Un giorno, in virtù del suo ruolo, Kaspar fu incaricato dal regnante affinché si recasse a Costantinopoli, in Turchia, per consegnare un importante messaggio al sultano.


L'uomo, per l'onore e la fedeltà con i quali ricopriva il suo ruolo, accettò di partire, ma la situazione gli arrecava non poche preoccupazioni: non riusciva infatti a immaginarsi lontano dalla sua amata, e temeva che se il tempo e la lontananza tra loro fossero diventati troppo lunghi e ingombranti, la donna lo avrebbe dimenticato a favore di un altro amore. La moglie, per rassicurarlo, gli regalò una croce di argento benedetta. In tal modo egli poteva tenerla sempre vicino a sé, ricordando costantemente il loro sentimento forte e sincero, e riuscendo a sfuggire a ogni sorta di pericolo.


Nonostante il viaggio difficile e il compito arduo, il valoroso servitore riuscì nell'impresa, ed era già sulla via del ritorno quando fu rapito da un gruppo di banditi, che lo catturarono e rivendettero come schiavo. A tale imprevisto seguirono molti anni di stenti per l'uomo, che dovette fronteggiare infinite minacce, sopportate meglio solo per la presenza costante del crocifisso, tenuto ben nascosto ma stretto da Kaspar ogni qualvolta avesse bisogno di ricordare per cosa e soprattutto per chi stesse combattendo. Gli anni passavano, e la moglie, ignara delle condizioni del marito, cominciò a piangerne la perdita e a considerarsi vedova. Dopo tre anni (alcune versioni della leggenda dicono invece cinque) la donna cedette alle pressioni della società, e decise di iniziare un fidanzamento con il migliore amico di Kaspar.


Nello stesso periodo in cui a Vienna cominciarono i preparativi per il matrimonio, von Schlezer fece un sogno molto spiacevole e allo stesso tempo particolare: vide infatti sua moglie sull'altare della Cattedrale di Santo Stefano, ancora oggi uno dei simboli della città, mentre si univa in matrimonio col suo migliore amico. Un attimo prima di risvegliarsi dal quel tremendo incubo, una voce bisbigliò all'orecchio di Kaspar: "C'è ancora tempo per impedire questo matrimonio!". Al risveglio dal sogno, l'uomo era ovviamente disperato, al punto da gridare "Devo assolutamente essere a Vienna domani! Darei addirittura la mia anima al Diavolo affinché ciò potesse realizzarsi!".


Come spesso accade in queste leggende, sentendo tali parole Satana decise di comparire al cospetto del valoroso uomo e con un gallo sottobraccio. Lucifero affermava infatti che il volatile li avrebbe condotti entrambi a Vienna prima del giorno successivo, ma in cambio chiedeva una cosa ben precisa: l'anima di Kaspar. Quest'ultimo, in estrema necessità, accettò il patto, ma a un'unica condizione: che se prima dell'arrivo si fosse svegliato, non avrebbe più ceduto l'anima a Satana. Il diavolo accettò, ed entrambi presero posto sul dorso del gallo, diretti verso la destinazione annunciata. Prima di addormentarsi, Kaspar accarezzò ancora una volta la croce d'argento che portava al collo, affidando la sua vita e il suo Destino a Dio.


Diverse ore dopo, il cielo cominciò a rischiararsi, ed era possibile intravedere in lontananza il maestoso Duomo di Vienna. Seguendo la sua natura animale, il gallo cominciò a cantare per l'arrivo dell'alba, e Kaspar si svegliò, vincendo così la scommessa contro il Demonio. Satana, infuriato per aver perso l'anima dell'indomito cavaliere, decise di gettare Kaspar e il volatile nel Danubio, per poi inabissarsi agli Inferi. Due pescatori, che si trovavano lì di passaggio, decisero di salvare l'animale e il coraggioso uomo. Permisero così a quest'ultimo di arrivare in tempo in chiesa e impedire il matrimonio; egli poté finalmente riabbracciare la moglie con quell'amore e quella speranza che gli avevano permesso di combattere gli infiniti imprevisti comparsi sul suo cammino.


Come segno di gratitudine nei confronti dell'animale, Kaspar fece costruire un gallo per il tetto della Cattedrale. Quel gallo è ancora lì, e sta a significare due cose: non solo è un emblema e un ricordo della leggenda, ma serve anche per ricordare al Diavolo che può compiere le sue malefatte solo di notte, al buio, fin quando il gallo, cantando all'alba, non evidenzia il sopraggiungere e la vittoria della luce sulle tenebre. Pare infatti che non sia affatto insolito trovare un gallo sul tetto di una chiesa, come simbolo di protezione e sorveglianza contro il Male e come incarnazione della Luce e del Bene.

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