Il fantasma di Castenedolo
- Alla scoperta del mito
- 4 giorni fa
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Siamo al confine tra i comuni di Ghedi (BS) e Castenedolo (BS), più precisamente sulla strada dei Quarti, dove pare che vagasse uno spirito dalle caratteristiche tipiche di un'anima in pena.
Ma dello spirito di chi si trattava? E perché si comportava in questo modo?
Nel tempo le teorie degli abitanti del luogo sono state tantissime: in un primo momento di parlò di un uomo annegato nel fiume Mella, e il cui corpo non fu mai ritrovato.
Poi fu la volta di un pellegrino attaccato e ucciso da briganti e quella di un viandante persosi durante una bufera, e infine la teoria più popolare, nonché la più articolata, vuole che lo spirito sia quello di Manistri, il vecchio proprietario dei terreni della zona, che secondo la leggenda sarebbe morto prima di portare a compimento una promessa fatta, ossia quella di erigere una cappella in onore della Madonna dei Quarti, alla quale era devoto.
Col passare del tempo questa teoria divenne via via sempre più accreditata, e per ovviare alle preoccupazioni e alle paure che il luogo incuteva nei pastori costretti a passare di lì, o a semplici viaggiatori, un uomo del posto noto come Bigio della Cascina Santella, decise entrare in azione.
Considerate varie opzioni si rese conto che l'unica soluzione possibile (e percorribile) era quella di attuare la promessa di Manistri, e di costruire quindi una cappella votiva dedicata alla Madonna dei Quarti.
Bruciò dell'ulivo benedetto sotto il portico di casa sua, accese un paio di ceri propiziatori, versò del sale e del vino sul terreno designato per la costruzione e diede inizio ai lavori.
Successivamente diede incarico a un pittore di dipingere sulle pareti interna della cappella la Madonna con ai suoi fianchi i santi patroni della zona: Antonio, protettore degli animali, e Fermo, per i campi e i raccolti.
Istruì poi le figlie affinché ricamassero una tovaglietta per l'altarino, sul quale mise dei candelabri di ottone, e ai figli maschi diede il compito di costruire un cancelletto di ferro e una lampada votiva.
Finiti i lavori chiamò a raccolta i parroci e i campagnoli dei paesi vicini, e tutti insieme benedirono con incenso e acqua santa la nuova cappella, denominata "Santella, e secondo alcune testimonianze non furono pochi i presenti che, all'atto della benedizione, udirono un lungo e soffocato lamento seguito da un potente sibilo...
E fu così che da quel momento non si ebbero più testimonianze sull'ombra e sulla strada dei Quarti tornò la pace e la tranquillità.
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