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Il fantasma dell'Opera


Fantasma dell'Opera

Pare che tutto cominci nel 1863: all'Opera Le Peletier, che è stata la sede dell'Opera Nazionale di Parigi fino a dieci anni dopo, una ballerina morì a causa di gravi ustioni, provocate da un incendio sviluppatosi dal malfunzionamento di una lampada a gas. Questa giovane donna lasciò orfano un bambino di nome Ernest, il quale aveva ereditato il talento artistico dalla madre. Nonostante il triste avvenimento della sua infanzia, Ernest continuò a vivere di arte, e crescendo si dimostrò un eccellente pianista. In seguito si innamorò, ricambiato, di una ballerina del conservatorio. Sfortunatamente, il Destino non aveva concluso i suoi meschini colpi di scena: la ragazza con cui Ernest faceva coppia morì. Ironia della sorte, anche lei perse la vita in un incendio, quello del 1873 che realmente colpì e distrusse l'edificio Le Peletier. Nel tentativo di salvare la sua fidanzata, Ernest rimase gravemente sfigurato al volto dalle violente fiamme che rasero al suolo l'Opera.


Per questo motivo, e per il dolore insopportabile che ancora una volta era stato costretto a subire, il giovane musicista decise di ritirarsi nei sotterranei dell'Opera Garnier, dove pare sopravvisse cibandosi dei pesci che vivevano nel lago ipogeo del noto palazzo parigino, e decidendo di non uscire mai più fino alla sua morte. Ernest dedicò quindi il resto della sua vita all'arte, in particolare alla musica, componendo inni ispirati dall'amore e dal dolore causatogli dalla morte della donna che amava. Morì nella totale solitudine, e il suo cadavere non fu mai ritrovato, in quanto si mischiò ai corpi dei Comunardi uccisi nell'insurrezione del 1871.


Tale leggenda trova degli effettivi riscontri nella realtà: a parte il sopracitato incendio del 1873 che davvero devastò l'Opera Le Peletier, anche il 15 novembre 1862 una ballerina di nome Emma Livry restò colpita da un incendio durante una prova, morendo dopo otto mesi di agonia a causa delle gravi ustioni.


Diversi anni dopo, nel 1910, lo scrittore e giornalista francese Gaston Leroux venne a conoscenza di questa leggenda, e decise di trarne ispirazione per dar vita all'omonimo romanzo, che rese così il mito del Fantasma dell'Opera famoso in tutto il mondo. Nella prefazione egli ci tenne a specificare una cosa: in seguito a un'ispezione nei sotterranei del teatro per custodire le registrazioni delle voci dei cantanti famosi dell'epoca, fu ritrovato un cadavere "particolare". Particolare perché secondo il giornalista presentava alcuni segni che testimoniavano l'esistenza proprio del Fantasma dell'Opera, tanto che decise così di raccontarne la storia nonostante i giornali continuassero a scrivere che si trattasse di una vittima della Comune di Parigi.


Arriviamo così a parlare degli avvenimenti "strani" che si sono verificati nel corso del tempo e che hanno ispirato l'autore del romanzo: nel 1896, durante uno degli spettacoli in scena all'Opera, un contrappeso del grande lampadario della sala si staccò, colpendo e uccidendo lo spettatore seduto -pare- al posto numero 13 (alcuni parlano di una spettatrice).


In alcune notti pare fosse possibile sentire le note di un pianoforte in lontananza, e alcuni spartiti musicali lasciati in giro durante le prove venivano ritrovati corretti il giorno dopo.


Un macchinista fu ritrovato impiccato, facendo pensare a un suicidio, salvo che la corda non fu mai trovata.


Una giovane soprano affermava di aver sentito più volte questa voce soave chiamarla, e ancora, una ballerina perse la vita dopo una caduta da una galleria.


Ancora oggi, pare ci sia una vera e propria maledizione su tutto ciò che riguarda "Le fantôme de l'Opéra": che siano film o spettacoli teatrali, accadono sempre eventi singolari, incidenti che per fortuna non hanno gravi conseguenze, come oggetti di scena smarriti, piccoli guasti ecc. Pare che l'unico modo per evitare di essere colpiti da questo anatema sia quello di evitare di pronunciare il titolo dell'opera, che sia durante le prove, le riprese o mentre si va in scena.


Ultimo aneddoto: tra le strane testimonianze riportate nel corso dei secoli, pare che negli anni i direttori del teatro ritrovassero delle lettere in cui un misterioso individuo chiedeva il versamento di ben 20mila franchi al mese, e che gli venisse riservato il palco numero 5. Non sappiamo se ancora oggi venga versato l'equivalente in euro di tale cifra, ma tutt'oggi, se ci si reca all'Opéra de Paris per fare una visita guidata, è possibile vedere la targa con su scritto: loge du fantôme de l'Opéra...

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