I sette Arcangeli
- Alla scoperta del mito
- 6 giorni fa
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Il sistema di sette maggiori arcangeli è un'antica tradizione dell'angelologia di matrice giudaica.
Essi compongono il concilio ristretto di Dio, e sono gli angeli predisposti all'intervento materiale sui fatti della Terra.
L'esistenza di sette arcangeli e il loro nome risale al Libro di Enoch, un'opera giudaica post-biblica del I secolo a.C., ritenuta canonica solo dalla chiesa copta e non dagli altri cristiani, né dagli ebrei.
Vi è però una grande variabilità nel nome degli arcangeli, anzitutto perché i nomi non sono perfettamente uguali nemmeno nei diversi antichi manoscritti di una stessa opera e inoltre perché i traduttori vocalizzano l'ebraico (che scrive solo le consonanti) in modo diverso e più adatto alla fonetica della propria lingua.
I nomi e le descrizioni dei primi, e maggiori, quattro arcangeli sono però sempre gli stessi in tutti gli scritti e le tradizioni.
Parliamo di Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele.
Gli ultimi tre cambiano nome, e a volte anche figura e/o compito, in base agli scritti.
Andiamo a illustrarli nel dettaglio, partendo dai quattro comuni a tutti.
Michele: il suo nome significa "Chi è come Dio?", è il principe degli arcangeli, il comandante dell'esercito paradisiaco. Appartiene alla classe dei Serafini, il Coro più vicino a Dio. È un angelo guerriero, fu lui a combattere e sconfiggere suo fratello Lucifero. Viene rappresentato quasi sempre in armatura e con una spada fiammeggiante. Come suggerisce l'origine del nome, è alla costante ricerca di qualcuno che si avvicini alla perfezione di Dio, e per questo viene considerato l'angelo della bellezza.
Gabriele: "Dio è potente". È la mano sinistra di Dio, il suo messaggero. Fu lui a fermare il sacrificio di Isacco da parte di Abramo, lui a predire a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e lui ad annunciare a Maria la nascita del Signore.
Secondo l'islam fu Gabriele a infondere a Maometto le conoscenze del Corano. Considerato l'angelo della morte e della distruzione, nel Talmud (testo sacro ebraico) appare, armato di una falce nera, come il distruttore dei soldati di Sennacherib, e fu lui a dirigere la distruzione di Sodoma. Gabriele venne anche esiliato per ventuno giorni dal paradiso per essere andato in un'occasione contro il volere di Dio.
Raffaele: "Dio guarisce". L'angelo della cura e delle guarigioni. È il capo degli angeli custodi e protettore dei viaggiatori. Dopo la cacciata dall'Eden di Adamo ed Eva, divenne il protettore dell'albero di mele.
Uriele: "Fuoco di Dio". Per un periodo fu l'angelo più importante della schiera angelica. Angelo della saggezza, dona conoscenze scientifiche e alchemiche agli umani su ordine di Dio. Appartiene ai Cherubini e fu uno degli angeli messi a guardia dell'Eden. Si dice sia il detentore delle chiavi degli inferi. Nell'Antico Testamento fu l'angelo che passò a controllare le case segnate dal sangue di agnello durante le piaghe d'Egitto.
Passiamo ora a elencare i rimanenti tre arcangeli, che subiscono varie differenze nei diversi scritti.
Nel Libro di Enoch troviamo:
Raguel: "Amico di Dio", l'angelo della giustizia e punitore di chi viola legge. Tormenta con un cerchio di fuoco gli angeli caduti.
Zerachiel: "Comando di Dio", assegna angeli custodi e figli agli umani.
Remiel: "Fulmine di Dio", è a comando di 200 angeli caduti e inoltre è responsabile della speranza nel mondo.
Pseudo-Dionigi invece li denomina:
Camael: "Colui che vede Dio", fu a capo delle forze che espulsero Adamo ed Eva dall'Eden.
Jofiele: "Bellezza di Dio", fu la guida di Adamo ed Eva.
Zadkiel: "Favore di Dio", angelo della libertà e della misericordia.
Nella classificazione di Papa Gregorio I troviamo:
Simiel: del quale non si sa niente...
Orifiel: "Collo di Dio", angelo della natura incontaminata.
Zachariel: identico al già citato Zadkiel.
Per la chiesa ortodossa invece ci sono:
Barachiel: identico ai già citati Zadkiel e Zachariel.
Jehudiel: "Lode a Dio", dona una corona d'oro a chi supera sfide spirituali.
Salathiel: "Dio comunica", è l'angelo che intercede e riferisce a Dio delle preghiere degli umani.
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