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I misteri del Castello di Fumone


Castello di Fumone

La storia è ambientata nel castello di Fumone, edificio che sovrasta una valle in provincia di Frosinone, nel Lazio.

Noto per il suo patrimonio artistico, il castello è considerato dagli amanti del mistero e dell'occulto come "Il castello delle anime perdute", soprattutto per via della leggenda del Marchese Bambino.


Torniamo indietro nel tempo fino al 1584 quando, dopo un lungo periodo durante il quale il castello fu utilizzato come prigione e luogo di tortura, Papa Sisto V lo affidò ai marchesi Longhi.

L'unico erede maschio della famiglia Longhi era Francesco, nato dopo sette femmine, le quali furono sin da subito gelose della sua posizione di erede universale.

Le ragazze tormentavano il bambino in ogni modo possibile e arrivarono ad avvelenargli il cibo con dosi di arsenico (o inserendo minuscoli pezzi di vetro nel cibo, secondo un'altra versione).


Per via di tale trattamento, purtroppo alla tenera età di soli tre anni, Francesco morì accusando dolori lancinanti allo stomaco.

La madre, la duchessa Emilia Caetani, non sopportando l'idea di seppellire il suo piccolo figlio, decise di farlo imbalsamare per conservarlo poi intatto nel castello.

I misteri da questo punto in poi si infittiscono, dal momento in cui pare che la tecnica per l'imbalsamazione fu davvero poco ortodossa, e che addirittura il medico che la eseguì morì pochissimo dopo in circostanze misteriose.

La marchesa, che credeva che il figlio fosse morto di "semplice" polmonite, decise di far ridipingere tutti i quadri del maniero, in modo che ritraessero tutti immagini tetre e di lutto. Addirittura fece modificare un ritratto nel quale aveva un abito bianco, ordinando che diventasse nero in segno di lutto.

Dal castello sparì ogni sorta di gioiello o accessori, simboli di frivolezza, e la donna per tutto il resto della sua vita trattò la salma come se fosse ancora viva, vestendola, spogliandola e lavandola.

Tanto è vero che sul corpo, tutt'ora custodito in una teca nel castello, è possibile notare come la mano destra del bimbo sia corrosa dalle lacrime della madre.


Pare che tutt'oggi, ogni notte dopo la mezzanotte, lo spirito della madre si avvicini alla teca del figlio per piangere dinanzi alle sue spoglie.

Tantissime sono le testimonianze che giurano di aver udito voci, passi, rumore di oggetti e addirittura grida di dolore strazianti provenienti dai sotterranei, proprio lì dove un tempo venivano torturati i prigionieri.

Secondo la leggenda, il Marchese Bambino vive ancora lì, accompagnato da un esercito di spettri formato da almeno diciotto elementi.

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