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I fantasmi di Saint-Marcel


Saint-Marcel

Situato a pochi chilometri da Aosta, il castello di Saint-Marcel è probabilmente uno dei luoghi considerati tra i più infestati della regione.


Costruito verso tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo dalla famiglia Challant su una struttura preesistente, il castello ha poi subito nel corso dei secoli vari cambi di utilizzo e varie modifiche che lo hanno infine portato ad assumere le sembianze attuali.

Anche i suoi proprietari sono stati svariati, infatti nel XVII secolo l'edificio passa ai conti Bianco di San Secondo per "garanzia" di dote, nel XVIII viene acquisito dalla società "L'Esploratrice" che lavorava alle antistanti miniere, e infine nel XX secolo, ormai già in pessime condizioni e abbandonato da anni, passa all'amministrazione comunale che ha cercato, e cerca ancora, di recuperare la struttura che nel tempo ha subito un lento ma inesorabile crollo e decadimento.


Sebbene non sia tra i più noti della Val d'Aosta, il Castello di Saint-Marcel evoca, alla sola vista, inevitabilmente atmosfere misteriose e nel corso degli anni non sono stati pochi i visitatori a segnalare la presenza di fenomeni strani quali urla improvvise o pietre che rotolavano dal nulla, o di figure enigmatiche.

La più famosa (e più segnalata) è sicuramente quella di un cavaliere in abiti e armi seicentesche che si dice si aggiri per le stanze del castello brandendo una spada insanguinata.


Alcuni poi giurano di aver visto lanterne e candelabri aleggiare nell'aria senza che nessuno le trasportasse, e altra segnalazione piuttosto diffusa è quella che racconta di veri e proprio incontri tra fantasmi...

Tali spettri pare si incontrino incappucciati, percorrendo sempre lo stesso percorso fino a giungere in una grande sala dalla quale, dopo aver confabulato un po', svaniscono nel nulla senza lasciare alcuna traccia di loro.


Data la frequenza delle manifestazioni ectoplasmiche e delle relative segnalazioni, la struttura è spesso al centro delle indagini di curiosi e cacciatori di fantasmi, oltre che di ricerche da parte del CICAP tutte conclusesi con il responso che il tutto sarebbe frutto della fantasia e del fenomeno della pareidolia (fenomeno che porta a riconoscere volti o tratti umani in paesaggi od oggetti inanimati) data dal riflesso dei vetri.

Attualmente il castello è chiuso per restauro, e messo in fase di sicurezza, recupero e studio, ed è quindi relativamente inavvicinabile per i curiosi temerari.

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