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Hathor


Hathor

Nella mitologia egizia Hathor è la dea matrona delle donne, nonché incarnazione del principio femminile e spirito della gioia, dell'amore, della danza e dell'alcol.


Considerata la "giovenca celestiale" in quanto si riteneva che la Via Lattea uscisse dai suoi seni, la sua venerazione si estendeva fino all'Etiopia, la Somalia e la Libia, ed era considerata come la protettrice e padrona dell'intera penisola del Sinai. Molte statue della dea sono state trovate anche in Israele, e alcuni storici presumono che il biblico "Vitello d'oro" sia in realtà figlio di Hathor.


Molto spesso è raffigurata proprio come una mucca che presenta un disco solare tra le sue corna, o come una donna dotata di corna tra le quali tiene il solito disco solare.


Tuttavia, grazie alla sua natura divina è capace di mostrarsi in qualsiasi forma lei voglia, a seconda dell'umore. Pare infatti sia apparsa come gatto, falco, avvoltoio, ippopotamo e cobra.


Nella sua forma più feroce è una leonessa, mentre quando è in forma umana è costantemente una splendida e gentilissima ragazza.


Gli antichi egizi erano soliti offrire doni e sacrifici alla dea, e il dono più utilizzato era l'alcol, di cui si supponeva la dea andasse ghiotta. Altre offerte includevano tessuti, scarabei e amuleti, molto spesso a forma di occhi o orecchie per incoraggiare Hathor a vedere o ascoltare chi le offriva tali doni.


In suo onore si teneva una festa annuale in corrispondenza dell'ascesa di Sothis (l'astro Sirio), che cadeva intorno al 20 luglio del nostro calendario odierno

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