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Ginevra


Ginevra

Ginevra è la leggendaria moglie di Artù, re dei Bretoni, al cui fianco ha regnato sull'Inghilterra nell'utopica corte di Camelot.


Considerata una tra le donne più belle al mondo, lo era certamente per molti dei cavalieri della tavola rotonda, che addirittura sfidavano a duello chiunque affermasse il contrario.


Ginevra era figlia di Leodegrance, re di Cameliard e buon amico di Uther Pendragon, padre di Artù.


Alla morte di Uther, Leodegrance divenne il guardiano e protettore della famosa tavola rotonda e in qualche modo divenne anche una sorta di tutore per Artù.


Secondo alcune versioni, Ginevra incontrò per la prima volta Artù dopo il duello che quest'ultimo affrontò contro il Cavaliere Nero. La ragazza curò le ferite del giovane, il quale si innamorò perdutamente della fanciulla dalle sembianze di una dea.


Artù sposò Ginevra dopo aver salvato da un assedio il castello di re Leodegrance, e come regalo di nozze proprio da quest'ultimo ricevette il comando sulla tavola rotonda.


Come moglie di Artù, Ginevra venne considerata come modello femminile da seguire e raggiungere.


Oltre alla straordinaria bellezza, la regina era molto educata, calma, femminile ed eccelleva nelle arti all'epoca considerate prettamente da donna come il ricamo.


Proprio la sua bellezza fu però una delle cause che portò alla rovina del regno.


Ci volle poco infatti affinché uno dei cavalieri di suo marito si innamorasse follemente di lei.


Il suo nome era Lancillotto.


L'amore del cavaliere era ricambiato dalla regina, ma a causa della lealtà di Lancillotto verso il suo sovrano, il loro rapporto rimase platonico per molti anni.


Arrivò però il momento in cui i due non riuscirono più a contenere la passione, e iniziarono quindi a vedersi in segreto. Segreto che non riuscirono a mantenere a lungo.


Vennero infatti scoperti da Sir Mordred, che denunciò la cosa al re e causò in questo modo una profonda crisi nel regno che sfociò in una guerra civile portando infine alla distruzione del potere di Artù, che morì durante i combattimenti.


La regina non si perdonò mai di aver causato la fine del regno di Artù, e nonostante i tentativi di Lancillotto di convincerla a fuggire insieme, decise di ritirarsi a vivere in un convento dove morì anni dopo.

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