Galahad
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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Figlio di Lancillotto, Galahad è il più puro fra tutti i cavalieri di re Artù.
Il padre, scoperto l'inganno con cui venne convinto a procreare unendosi a Elaine di Corbenic, lo abbandonò lasciandolo alla madre, che a sua volta lo affidò a un convento dove venne cresciuto ed educato.
Sin dalla giovane età Galahad mostrò le sue qualità da cavaliere, pari se non superiori a quelle del padre, proprio come profetizzato da Merlino che indicò nel figlio di Lancillotto colui che avrebbe ritrovato il Sacro Graal.
Il ragazzo divenne un ottimo combattente e riuscì perfino a battere il padre in duello, e proprio questo avvenimento impressionò a tal punto re Artù da concedergli un posto attorno alla tavola rotonda.
Per Galahad era però libera solo la sedia che si riteneva maledetta, in quanto si credeva spettasse solo al predestinato al ritrovamento del Sacro Graal, e chiunque altro sarebbe morto all'istante sedendosi.
Galahad si sedette lo stesso e, tra lo stupore generale, non gli successe niente.
Ancora una volta impressionato, Artù decise di sottoporlo a un'altra prova.
Stavolta avrebbe dovuto estrarre una spada dalla roccia, cosa che riusciva solo ai migliori cavalieri.
Galahad superò senza problemi anche quella prova, e Artù si convinse finalmente a consacrarlo come cavaliere reale.
Dopo diverse imprese compiute da solo, Galahad si unisce a Parsifal e Bors alla ricerca del Graal, missione che poteva riuscire solo ai puri di cuore e nella quale avevano fallito tutti i migliori cavalieri, persino Lancillotto, respinto a causa del peccato per l'amore verso Ginevra.
I tre raggiunsero il castello del Graal grazie all'aiuto della sorella di Parsifal che però morì di lì a poco, e per questo motivo Bors tornò indietro al fine da seppellirla degnamente.
Galahad e Parsifal continuarono la missione e riuscirono a trovare il sacro artefatto. Venne loro detto dai custodi del Graal di portarlo nella città di Sarras, e i due così fecero.
Sulla via del ritorno a Camelot apparve loro lo spirito di Giuseppe di Arimatea (colui che secondo la leggenda aveva portato il Graal in Britannia) e Galahad, esaltato dalla visione, chiese di morire e ascendere al cielo. La sua richiesta venne accontentata, e i due compagni non poterono fare altro che guardarlo salire verso il cielo.
Stando alla leggenda, Galahad portava uno scudo bianco con una croce rossa, simbolo che sarebbe stato poi ripreso e utilizzato dai cavalieri templari.
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