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Foresta di Hoia Baciu


Foresta di Hoia Baciu

Siamo in Romania, e più precisamente in Transilvania, luogo già noto ai più per la figura del Conte Dracula. Tuttavia, non è del celebre Vlad che oggi voglio parlarvi, bensì di una foresta misteriosa e inquietante, dal nome Hoia Baciu. Questo luogo di modeste dimensioni, dall’estensione territoriale di circa 3 km, si trova nelle vicinanze di Cluj-Napoca, città tra le più ricche di Storia e bellezze architettoniche del Paese. La stessa foresta è particolarmente apprezzata dagli abitanti dei dintorni per ciò che riesce a offrire: la possibilità di essere un’area di svago comune, dove praticare vari sport quali il softball, il tiro con l’arco e il trekking.


Ovviamente, non è per questi aspetti che tale foresta merita il post di oggi, bensì per la sua reputazione oscura e spaventosa, nomea che l’ha portata a meritarsi diversi appellativi poco raccomandabili, tra cui “Casa del Diavolo” o “Triangolo delle Bermuda della Transilvania”. Da dove vengono questi nomi? Innanzitutto, alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce reperti che pare fossero risalenti al Paleolitico, dimostrando che la zona era abitata fin dalle epoche più antiche, nonché portatrice di una strana energia. Gli esperti che si sbilanciano sul suo conto si dividono infatti tra coloro che la reputano un luogo sacro, dedito a culti ormai passati e nostalgici, legati agli spiriti della natura, e altri che la considerano un luogo maledetto e da evitare a ogni costo.


Già il suo nome sembrerebbe derivare da una leggenda locale: tanti anni fa, un pastore chiamato proprio Baciu si addentrò nella famosa foresta, con al seguito il suo gregge, composto da circa duecento pecore. Il giovane non fece mai più ritorno: il bosco avrebbe inghiottito sia lui che il gregge, e da allora porta il suo nome come sinistro ammonimento per coloro che ancora scelgono di rischiare la sorte e avventurarsi tra i suoi arbusti.


Un altro avvenimento più recente, che ha portato Hoia Baciu ad essere associata anche agli alieni, è una foto risalente al 1968, scattata da un ex ufficiale dell’esercito di nome Emil Barnea. L’uomo, convinto di aver avvistato un UFO ne scattò una foto, concentrando su di essa attenzione e controversie internazionali. Secondo alcuni esperti, nello scatto Barnea non avrebbe fatto altro che immortalare un pallone aerostatico con un’inquadratura particolare, mentre un ricercatore americano ha bollato la foto come una vera e propria bufala. Per correttezza e trasparenza, va aggiunto che c’è stata anche una minima fetta di ricercatori che nell’analizzare attentamente lo scatto in questione ha ritenuto opportuno considerarlo autentico.

Un’altra storia lega invece il luogo di oggi a un professore di biologia. Alexandru Sift, è questo il nome del docente, affermò di essersi avventurato nella foresta agli inizi del 1960, per analizzare i vari fenomeni magnetici e luminosi che avvenivano al suo interno. Al suo ritorno affermò di essere stato poco bene per circa due settimane, in balìa di una forte febbre e di strane ustioni su tutto il corpo. Le sue ricerche portarono alla produzione di un ricco archivio fotografico, che sembra sia andato perduto dopo la sua morte avvenuta nel 1993.


Sift non è stato l’unico studioso ad aver cercato delle spiegazioni razionali ai vari avvistamenti ed eventi. Una particolare attenzione, sia dei ricercatori che dei più “profani”, è suscitata dalla “Radura”, un punto ben preciso all’interno di Hoia Baciu dove non crescono alberi, dalla forma circolare incredibilmente precisa, e dove pare si concentrino proprio la maggior parte delle anomalie e delle strane apparizioni. I più razionali hanno ipotizzato una composizione del terreno che non permette la crescita della vegetazione, coadiuvati da altri studi che hanno rivelato una radioattività del suolo insolitamente elevata. La gente che abita nelle vicinanze del posto è invece fermamente convinta che la sterilità di questo cerchio sia frutto della sua energia negativa, e della maledizione che si estende poi all’intera foresta.


Gli stessi alberi, in effetti, sembrano avere l’aspetto di un vero film horror: dai rami ricurvi e sottili, creano un gioco di ombre che pare quasi favorire l’avvistamento di presenze non umane e strani effetti di luci. A tal proposito, altri due aneddoti agghiaccianti nascono in questo luogo: il primo è quello di una bambina scomparsa all’improvviso e ritrovata ben cinque anni dopo, con gli stessi abiti, totalmente immutata e senza memoria di quanto era accaduto. Il secondo racconto riguarderebbe invece una giovane donna, anch’ella sparita molto tempo addietro e in seguito riapparsa dal nulla, con un’antica moneta in tasca risalente addirittura al quindicesimo secolo.


Come è stato detto, gli studi intrapresi da Sift sono stati portati avanti da molti suoi colleghi, arrivando alla pubblicazione, nel 1995, delle poche foto rimaste. Coloro che hanno proseguito le ricerche affermano che tutti gli strani fenomeni di Hoia Baciu hanno spiegazioni scientifiche non ancora del tutto dimostrate. Gli appassionati di paranormale, invece, affermano con ostinazione che la foresta sia davvero stregata e maledetta, portando come prova anche i malori accusati da chi prova ad addentrarvisi, in preda a una forte sensazione di angoscia e malessere.


A prescindere dalla versione a cui si sceglie di credere, la foresta di Hoia Baciu offre davvero un’esperienza unica. Ancor prima della sua nomea da brivido, è innanzitutto un luogo ricco di storia e biodiversità. Sta ai visitatori scegliere se percorrerla di giorno ammirandone l’ecosistema unico e le sue bellezze naturali oppure unirsi a coloro che, a caccia di fantasmi e misteriose forme di vita, decidono di visitarla di notte, collezionando foto di bagliori improvvisi e strane creature.

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