Enlil
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min

Enlil era l'antico dio mesopotamico del vento, dell'aria e delle tempeste, e per quanto le sue origini risalgano al pantheon sumero, venne in seguito adorato anche dagli Accadi, dai Babilonesi, e dagli Assiri.
Il suo nome deriva dall'unione delle parole sumere En (Signore) e Lìl (tempesta), e per questo si potrebbe letteralmente tradurre con "Signore delle tempeste", tuttavia Enlil era visto non come la causa delle tempeste, ma proprio come la personificazione di queste, e pertanto la traduzione più corretta potrebbe essere "Signor tempesta".
La sua rappresentazione consisteva in un uomo con un copricapo cornuto che prevedeva sette coppie sovrapposte di corna di bue, importante simbolo di divinità e potere.
Dio protettore della città-stato di Nippur, il suo tempio principale era il tempio Ekur, il cui nome significa "casa di montagna", e che si credeva fosse stato fondato da Enlil in persona.
I Sumeri lo immaginavano come una divinità benevola che vegliava sull'umanità e si prendeva cura del loro benessere, e si pensava addirittura che senza di lui non potesse esistere alcuna civiltà.
Anche i sovrani lo consideravano quindi come un modello da seguire, e per essere legittimati si recavano tutti a Nippur nel suo tempio, portandogli oggetti preziosi e cibo come offerte e ringraziamento.
Per capire l'importanza di Enlil a Nippur basti pensare che questa era l'unica città-stato a non avere un palazzo, e il cui centro del potere era per l'appunto il solo tempio Ekur di Enlil.
L'importanza di Enlil iniziò a scemare dopo che il re babilonese Hammurabi conquistò Sumer, per poi divenire di nuovo di primo piano durante il periodo dei Kassiti (1500 a.C. circa).
Nel 1230 a.C. gli Elamiti attaccarono Nippur, e la città cadde in declino portando con sé il culto di Enlil.
"Enlil che siede sulla pedana bianca, sull'alta piattaforma, che perfeziona i decreti di potere, signoria e principato, gli dei della terra si inchinano per la paura davanti a lui, gli dei del cielo si umiliano davanti a lui ..." inno sumero ad Enlil, tradotto da Samuel Noah Kramer.
Comments