Echtra Condla - Connla e la fanciulla fatata
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
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Anche noto come "L'Avventura di Connla", l'Echtra Condla è un antico racconto irlandese derivato da otto manoscritti, il più antico dei quali è datato intorno al XII secolo, mentre l'origine del racconto orale potrebbe risalire addirittura all'VIII secolo.
Il racconto parla della "seduzione" di Connla da parte di una donna dei Sidhe, il popolo fatato della mitologia celtica.
Connla dai Capelli Ardenti, figlio di re Conn dei Cento Combattimenti, un giorno era accanto al padre sull'altura di Usna, vide una fanciulla vestita con strani abiti venire verso di lui.
"Da dove vieni, fanciulla?" disse Connla.
"Vengo dalle pianure della Terra dei Vivi" disse la ragazza, "là dove non c'è né morte né peccato. Là dove siamo sempre in vacanza, e non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno per la nostra gioia. Là dove non abbiamo conflitti. E poiché abbiamo le nostre case sulle colline verdi e rotonde, gli uomini ci chiamano il Popolo delle Colline."
Nel frattempo, il re e tutti quelli che erano con lui si meravigliarono parecchio nel vedere Connla parlare da solo.
Nessuno, infatti, aveva visto la Fanciulla se non Connla.
"Con chi parli, figlio mio?" disse Conn.
E fu la fanciulla a rispondere: "Parla a una giovane e bella fanciulla, che non riceverà visita di vecchiaia o morte. Mi sono innamorata di Connla e lo voglio con me nella Piana del Piacere, dove Boadag è re per sempre e non ci sono lamentele o dolori. Vieni con me, Connla dai Capelli Ardenti, rossi come la tua pelle fulva. Una corona fatata ti aspetta per abbellire il tuo visto. Vieni, e la tua bellezza non svanirà mai, così come la tua giovinezza, fino al terribile giorno del giudizio."
Il re, spaventato dalle parole della Fanciulla, che ancora non riusciva a vedere, chiamò il suo druido: "Corann dai tanti incantesimi e dall'astuta magia, io invoco il tuo aiuto. Una fanciulla invisibile ci è venuta incontro e minaccia di portare via il mio caro bel figlio. Se non lo aiuti sarà portato via dal tuo re a causa della stregoneria di quella donna".
Corann il druido si fece avanti e recitò i suoi incantesimi verso il punto dal quale si udiva la voce.
E d'un tratto la voce smise di parlare, e lo stesso Connla non riuscì più a vedere la Fanciulla che, però, prima di svanire del tutto gli lancio una mela che il ragazzo prese al volo.
Da quel giorno, per un mese intero, Connla non mangiò altro che quella mela, che ogni volta tornava magicamente integra.
All'ultimo giorno del mese, sulla pianura di Arcomin, Connla vide di nuovo la Fanciulla venirgli incontro, e di nuovo lei gli parlò: "È davvero un posto glorioso quello che occupi tra i mortali, ma ora la Gente della Vita ti implora e ti invita a venire nella Piana del Piacere."
Quando re Conn udì queste parole chiamò di nuovo subito il druido: "Druido, ti imploro di nuovo contro il potere delle parole di questa donna."
Allora la Fanciulla disse: "Oh, potente Conn dei Cento Combattimenti, il potere del druido non è ben accetto, ed è anche poco onorevole in un paese così potente e popolato da uomini retti. Quando arriverà la nostra Legge, gli incantesimi magici che escono dalle bocche dei druidi verranno per sempre eliminati."
Nel frattempo Connla era rimasto totalmente immobile e silenzioso, e fu Conn a rivolgergli la parola: "Cosa ne pensi delle parole della Fanciulla, figlio mio?"
"È dura per me" rispose Connla. "Amo la mia gente sopra ogni cosa, ma l'ardente desiderio per la Fanciulla mi prende troppo."
La Fanciulla udì queste parole e disse: "Il tuo desiderio è più forte delle onde dell'oceano. Vieni con me sul mio curragh che scivola dritto, e presto raggiungeremo il regno di Boadag. Il sole splendente stra tramontando, ma potremmo arrivare prima che faccia buio. C'è un'altra terra degna del tuo viaggio. Una terra gioiosa per chi vi entra. Possiamo cercarla e vivere lì, per sempre, da soli, nella gioia."
Non appena la Fanciulla smise di parlare, Connla si allontanò dal padre e salto sul curragh, una scintillante canoa di cristallo. E tutti, re e corte, lo videro scivolare sul mare luminoso verso il sole. Sempre più lontano finché occhio non poté più vederlo.
Connla e la Fanciulla non furono mai più visti, né nessuno seppe mai dove andarono.
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