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Drekavac


Drekavac

Nelle fitte foreste dei balcani un mito perseguita da generazioni le popolazioni locali: il Drekavac.

Questa creatura è un'entità temibile e malevola che assume forme diverse a seconda della regione, e il cui nome deriva dalla parola serba "drečati", che significa "urlare".

In genere il Drekavac è lo spirito inquieto di un bambino morto prima di ricevere il sacramento del battesimo, e che come risultato della tragica esistenza ritorna nel mondo dei vivi causando paura e distruzione.


Altre versioni del mito affermano che il Drekavac sia lo spirito di un bambino concepito fuori dal matrimonio o abbandonato dai genitori.

L'aspetto dei Drekavac presenta occhi rossi e luminosi, e un corpo deforme e contorto e le loro grida sono terrificanti, molto simili a quelle di un bambino terrorizzato o a quelle di un animale tormentato, al punto che si racconta che udire le urla di un Drekavac sia presagio di morte o di tragedia imminente.

Chiunque infatti sentisse questo grido veniva colpito da un opprimente senso di disperazione e tristezza, come se il suono stesso portasse con sé il peso del dolore e del tragico destino della creatura.


Si credeva fosse visibile solo di notte, e soprattutto durante i dodici giorni del Natale (chiamati "dei non battezzati" in serbo-croato) e in primavera.

Il Drekavac è attratto dalle case in cui vivono i neonati, soprattutto quelli non ancora battezzati, e cercano di entrarci per raccogliere le loro anime.


Per evitare ciò bisognava creare amuleti o simboli protettivi disegnando croci su porte e finestre, e mettendo aglio tutto intorno alla casa, oltre a eseguire preghiere e rituali per allontanare lo spirito maligno. Pare poi che la creatura eviti i cani e la luce intensa.


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