Chupacabra
- Alla scoperta del mito
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min

Il Chupacabra (letteralmente "succhiacapra") è un essere leggendario diffuso soprattutto in Sud e Centro America, anche se gli ultimi avvistamenti sono stati riportati quasi tutti negli Stati Uniti.
Il Chupacabra si presenta come una creatura eretta, ma gobba, che cammina con balzelli e lascia impronte che fanno presagire abbia tre artigli. Anche gli arti superiori dovrebbero avere tre artigli, e il corpo si completa con la testa avente un muso appuntito, grandi occhi rossastri e delle piccole orecchie a punta. A corredo del tutto troviamo una appendice simile a una lingua dotata di tre aculei che rilasciano sostanze paralizzanti e dai quali la creatura succhierebbe il sangue delle vittime.
Questa è più o meno la descrizione che mette d'accordo tutti, poi, a seconda delle versioni, il Chupacabra può presentare scaglie simili a quelle di un coccodrillo lungo tutto il corpo, o peli ispidi e aculei lungo tutta la spina dorsale.
È grande poco più di un metro e lo si sente arrivare per via di un verso quasi disumano.
La leggenda ebbe inizio nel 1995, quando a Portorico vennero trovate otto pecore con tre fori sul petto e completamente dissanguate.
Il primo avvistamento, e la prima descrizione, della creatura avvenne qualche mese più tardi, sempre nella stessa zona, a opera della signora Tolentino.
Da quel momento in poi gli avvistamenti diventarono innumerevoli. Furono centinaia solo nei mesi successivi, e ogni volta che la creatura veniva avvistata, i testimoni la dotavano di poteri sempre più complessi e particolari.
Per alcuni aveva il dono della telepatia e dell'ipnosi, per altri una "semplice" pelle cangiante, per altri ancora poteva invece volare ed era dotata di una superforza e di una velocità superiore ai 250km/h.
Tutte queste discrepanze tra le descrizioni hanno portato biologi e addetti alla forestale a dichiarare il Chupacabra come leggenda urbana, e anche la criptozoologia non prende in considerazione la creatura.
Nel 2005 un uomo in Texas dichiarò di aver catturato il Chupacabra e di averne conservato la testa. L'animale era privo di pelo, fatta eccezione per una striscia di rada peluria lungo il dorso, e non aveva denti incisivi. Dagli esami del DNA venne fuori che si trattava della testa di un coyote molto anziano e con una particolare malattia cutanea che affligge i canidi.
Per quanto ormai il Chupacabra sia classificato come null'altro che leggenda, la sua fama ha preso rapidamente piede in quasi tutto il continente americano, tanto è vero da essere stato definito il Bigfoot della cultura latino-americana.
Comments