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Chernobog


Chernobog

Originato all'alba dei tempi, Chernobog, dio maligno e signore dell'oscurità, aveva la mente plagiata da pensieri malevoli e tentazioni alle quali non riusciva a resistere.

Un giorno, a causa di una di queste tentazioni, decise di prendere pieno possesso della Terra, luogo dal quale era praticamente bandito fino a quel momento.

Per farlo si trasformò in un grosso serpente nero e strisciò fuori dalla sua tana, diretto appunto sulla Terra.


Svarog, il dio che vegliava sul mondo, si accorse subito che c'era qualcosa di strano, e senza perdere tempo si diresse verso la sua fucina, dove con un ben assestato e potente colpo di martello diede vita a quattro divinità, affinché lo aiutassero nella lotta contro Chernobog.


Il primo nato dalla forgia di Svarog fu Dazbhbog, dio del sole e del giorno, poi venne alla luce Khors, dio del sole invernale, per terzo nacque Stribog, dio del vento, e infine ne uscì Simargl, dio della fertilità.

Mentre queste divinità venivano alla luce, Chernobog continuava la sua opera di corruzione sulla Terra plagiando le menti degli uomini che vivevano su di essa.

Svarog inviò quindi Dazhbog e Simargl affinché gli facessero rapporto, e i due non poterono far altro che dirgli che la Terra e gli uomini erano del tutto compromessi, e per loro non c'era più niente da fare.

Il male era ormai nel mondo.


Le notizie non erano però terminate. I due infatti avevano scoperto che Chernobog, non sazio della Terra, aveva intenzione di marciare verso il Palazzo Celestiale, casa di Svarog e degli dèi, e di raderlo al suolo.

Svarog li ascoltò e iniziò immediatamente le operazioni di difesa.

Ben conoscendo l'avidità e la scarsa resistenza alle tentazioni di Chernobog, forgiò una stupenda cassa e la riempì fino all'orlo di tesori, piazzandola poi proprio all'ingresso del Palazzo.


Quando Chernobog arrivò, non poté fare a meno di notare la cassa e subito ci strisciò dentro per controllare quanti e quali tesori poteva recuperare, e proprio in quel momento Svarog e i suoi figli fecero scattare il coperchio della cassa, rinchiudendo così Chernobog, sconfitto dalla sua avidità.

In preda alla disperazione il serpente implorò Svarog di liberarlo, ma soprattutto di non fare del male a quelli che ormai riteneva suoi figli, ossia gli uomini della Terra.

Svarog acconsentì alla richiesta, conscio del fatto che era anche causa sua se gli uomini non erano perfetti e potevano cedere al male.


Disse inoltre a Chernobog che mai più avrebbe dovuto tentare di conquistare il mondo nella sua totalità, e gli concesse di poterlo oscurare solo per metà della durata di un giorno.

Fu così che nacquero il giorno e la notte, con la Terra illuminata di giorno da Svarog e i suoi figli, e oscurata di notte da Chernobog e le sue tenebre.

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