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Chalchiuhticlue


Chalchiuhticlue

Principalmente dea dell'acqua dolce con dominio su laghi, fiumi e ruscelli nella mitologia azteca, Chalchiuhtlicue divenne in seguito anche patrona della navigazione e protettrice delle donne in travaglio e dei neonati.


Il suo nome può essere tradotto come "Colei che indossa una gonna di giada", e in quanto dea dell'acqua portava con sé sia l'aspetto benefico che quello distruttivo. L'acqua infatti era, ed è, elemento essenziale per ogni civiltà e gli aztechi credevano fosse lei a portare ai terreni l'acqua necessaria per irrigarli. Tuttavia, Chalchiuhtlicue poteva anche punire gli umani trattenendo le acque e causando siccità, impedendo di fatto le culture.


Non si sa molto delle relazioni di Chalchiuhtlicue con le altre divinità, se non il fatto che fosse strettamente legata a Tlaloc, dio della pioggia. Il grado di relazione resta però un mistero, secondo alcuni erano una coppia, secondo altri fratelli, e in ancora altre versioni erano addirittura la stessa divinità in forme diverse.


Come già detto, anche se principalmente associata alla fertilità della terra, Chalchiuhtlicue era anche collegata alla fertilità umana e si diceva proteggesse le donne in travaglio e i bambini appena nati.


Inoltre la sua protezione si estendeva anche ai pescatori, che la veneravano per non incorrere nelle sue ire che avrebbero significato vortici, tempeste e burrasche.


Tuttavia l'aspetto più distruttivo di Chalchiuhtlicue si rivela nel mito azteco dei Cinque Soli. In questo mito sulla creazione del mondo, gli dèi costruiscono e distruggono la terra per ben quattro volte, e Chalchiuhtlicue è protagonista insieme a Tlaloc della terza distruzione.


Numerose raffigurazioni di Chalchiuhtlicue sono sopravvissute fino a oggi e oltre a dipinti e disegni si trovano sculture che presentano un copricapo ben distinto, ossia un'ampia fascia con grossi cerchi all'altezza delle orecchie.

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