Castello di Glamis
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min

Ci troviamo a Glamis, piccolo villaggio nella contea di Angus, in Scozia. Il castello di cui vi parlerò è famoso per motivi storici, letterari, ma soprattutto per le numerose leggende sul suo conto. Partiamo da informazioni di tipo storico: fu costruito nel XII secolo in stile gotico, ed è stato la residenza natale della regina Elizabeth Bowes-Lyon, nonna dell'attuale Re d'Inghilterra Carlo III. Ad oggi è la residenza delle famiglie nobili Strathmore e Kinghorne, ed è tranquillamente visitabile, in quanto aperto al pubblico e considerato tra i più bei castelli della Scozia.
Da un punto di vista letterario, il suggestivo castello è lo scenario del famoso testo teatrale shakespeariano "Macbeth", e già questo fa riflettere sulla fama sinistra della dimora. Pare infatti che aleggi una certa aria di sfortuna sul Macbeth, al punto che, per scaramanzia, le compagnie che decidono di metterlo in scena non chiamino mai lo spettacolo col suo nome originario, bensì vi si riferiscano con l'espressione "The Scottish Play", ovvero "Il Dramma Scozzese". Nel vastissimo spazio verde che circonda la costruzione è possibile trovare anche il "Macbeth Trail", un percorso che attraverso sette statue ripercorre la storia del famoso dramma.
Ma passiamo alla parte più interessante, ossia le abbondanti storie riguardanti il maniero, che lo renderebbero, secondo gli esperti di esoterismo e scienze occulte, addirittura il castello più infestato del mondo. Partendo in ordine temporale, e secondo il sito ufficiale della dimora, nel 1034 qui fu ferito a morte, per poi morire, Re Malcolm II di Scozia. La stranezza consisterebbe nel fatto che il sangue sgorgato dalle sue ferite avrebbe lasciato una macchia impossibile da togliere, rimasta lì a mo' di ammonimento. Un'altra leggenda riguarda invece Sir John Lyon, che fu il primo proprietario del castello, acquistandolo nel 1372. Egli portò con sé un calice dalla sua abitazione precedente, incurante di una leggenda che vietava assolutamente lo spostamento di tale oggetto. Come punizione per aver disobbedito a questa tradizione la sua stirpe, nonché il luogo stesso in cui egli portò il calice, furono condannati a terribili disgrazie e atroci maledizioni.
Pare che proprio questa prima leggenda abbia reso il castello di Glamis un posto sventurato, donandogli una prolifica tradizione di fantasmi che infestano le sue stanze. Iniziamo col fantasma di un paggio: questo ragazzino (secondo alcune versioni della leggenda pare fosse un giovane servitore di colore) era conosciuto per la sua eccessiva vivacità, che gli causava numerose punizioni. Veniva infatti lasciato fuori, seduto su una pietra, a riflettere su ciò che aveva fatto. Durante una fredda notte in cui fu nuovamente messo lì in castigo purtroppo morì congelato, e il suo corpicino senza vita fu ritrovato il mattino dopo sulla stessa pietra che era stato costretto a usare come sedia. Da allora, il paggetto infesta gli ambienti del castello, in particolare il salotto della Regina Madre; egli inoltre non avrebbe perso la sua insolenza, perché pare faccia lo sgambetto a tutti i visitatori in procinto di entrare in quella stanza.
Vi sarebbe poi The Mad Earl's Walk, lo spettro di un uomo pazzo che è stato visto spostarsi in giro per il castello, ripetendo ossessivamente sempre lo stesso percorso. Un altro ectoplasma è "The Grey Lady", "La Dama Grigia". Pare che questo fantasma sia quello di Janet Douglas, appartenente a un clan inviso a Re Giacomo V, il quale la fece accusare ingiustamente di stregoneria e bruciare sul rogo. Da allora la Dama (o Signora) Grigia è apparsa frequentemente ai visitatori del Castello, anche se altre leggende la menzionano come "White Lady", La Dama Bianca, un'eterea figura femminile che ancora oggi, durante le notti tempestose, va a posarsi sulla torre del maniero avvolta nelle fiamme.
Ancora, pare ci sia la Dama senza Lingua, il cui spirito scorrazzerebbe nei giardini del castello mostrando a tutti la sua caratteristica fisica, col volto e la bocca ancora imbrattati di sangue per l'amputazione subìta. Proprio quest'ultima sarebbe stata testimone di quella che forse è la leggenda più famosa che aleggia su Glamis, e il taglio della lingua sarebbe stato un monito affinché non rivelasse a nessuno quanto aveva visto. Ma cosa avrebbe visto questa ragazza di così tremendo? Semplice, avrebbe scoperto quella che probabilmente è la leggenda più famosa del castello: l'esistenza di una stanza segreta, che ovviamente ha una funzione diversa per ogni versione della storia, e che ancora oggi pare essere il segreto innominabile, portatrice dell'orrore della stirpe che tutt'oggi abita il maniero. Le versioni più famose sono tre, tutte legate alla "La maledizione degli Strathmore", nello specifico al Conte Patrick, un individuo violento e depravato, spesso ubriaco.
Secondo la prima versione, il Conte era un appassionato di gioco d'azzardo, in particolare di carte (in altre storie il suo nome è il Conte Bardie, ma l'esito non cambierebbe, essendo anch'egli membro della famiglia). Un giorno, non avendo nessuno con cui giocare, ed essendo stato rifiutato anche dai suoi servitori, si dichiarò pronto a giocare anche col diavolo in persona. Di lì a breve, uno strano individuo si materializzò e cominciò a giocare con il nobile. Dalla stanza provenivano urla atroci e rumori strani e inquietanti, ma quando i servitori provarono ad aprire la porta della stanza non ci riuscirono, e ancora oggi pare si odano strani suoni e grida agghiaccianti, perché Patrick è stato condannato da Satana in persona a giocare a carte per l'eternità. Stando alla seconda versione, i domestici riuscirono ad aprire la porta, non trovando traccia del misterioso individuo. In compenso, la crudeltà del Conte era aumentata a dismisura, e quella stanza divenne una finta camera dedicata agli ospiti, dove invece le persone venivano lasciate a morire di stenti, costrette -pare- addirittura al cannibalismo reciproco nel vano tentativo di sopravvivere.
La terza leggenda parla invece addirittura di un mostro. Pare che Patrick Strathmore, in seguito a una violenza perpetrata ai danni di una domestica, fosse diventato padre di un bambino deforme, dall'aspetto orribile, senza collo e con gli arti anchilosati. Vergognandosi di un tale erede, per di più illegittimo, il padre lo avrebbe rinchiuso in questa camera segreta, per nasconderlo agli occhi indiscreti e proteggersi dai pettegolezzi. Un ultimo aneddoto riguardo la stanza segreta: durante un ricevimento, gli ospiti parteciparono a un gioco per scoprire proprio questo luogo misterioso e introvabile.
Tale passatempo consisteva nell'appendere un panno a ogni finestra o balcone incontrati lungo l'indagine del castello, così da "segnare" tutti gli spazi esplorati. Una volta finito il gioco, essi si radunarono in giardino per osservarne il risultato. Ebbene, con sommo stupore dovettero constatare che vi erano non una, bensì numerose finestre senza stracci appesi. Invano rientrarono nel castello alla ricerca di questi ambienti: non trovarono mai le camere in questione, e ciò sta a significare una sola cosa: le stanze segrete in cui sono custoditi i misteri della famiglia sono ben più di una…
Il castello è aperto al pubblico, e addirittura pare sia possibile pernottarvi. La domanda è: chi ne avrebbe mai il coraggio?
Comments