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Bukavac


Bukavac

Appartenente alla mitologia slava, il mito del Bukavac deve probabilmente la sua origine al ritrovamento di numerosi animali morti sulle rive di vari laghi in Slavonia orientale (una regione della odierna Croazia).


Secondo la leggenda, il Bukavac aspetta silenziosamente nelle acque le sue vittime, umani o animali, per poi balzargli addosso non appena queste si avvicinano al lago.

Nella lingua croata il termine Bukavac è traducibile con l'inglese "bittern", ossia quello che noi chiamiamo Tarabuso, un uccello palustre estremamente raro e appartenente alla famiglia degli aironi.

E proprio come il Bukovac, il Tarabuso è una creatura molto schiva e difficilissima da vedere.


Per quanto riguarda l'aspetto fisico, il Bukovac ha sei paia di zampe, delle corna, sebbene in alcuni casi riesca a muoversi liberamente sulla terraferma, per via del suo corpo molto grande ha molto spesso difficoltà a muoversi fuori dall'acqua.

Nell'acqua la creatura riesce a ruggire e ad emettere svariati suoni, particolarità che ha di fatto definito il Bukovac come una creatura quasi invisibile, ma "rumorosa".

Ha caratteristiche molto simili ai rettili, e il suo ciclo di vita dura all'incirca sette anni.

Sebbene distinti in maschi e femmine, gli organi genitali non sono visibili, e questo rende molto difficile l'identificazione di genere.


Dai racconti emerge però che la donna, durante la caccia, si posiziona alle spalle dell'uomo, e tende ad avere un colore più scuro.

Sono esseri ovipari, e durante la stagione degli amori non risiedono come di consueto ai bordi dei laghi, ma al pieno centro, in modo che le femmine possano sorvegliare le uova spesso nidificate tra i canneti.

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