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Benkei


Benkei

Benkei è stato un monaco buddhista e militare giapponese, vissuto alla fine del 1100, la cui storia è stata tramandata tra leggenda e tradizione ed è ormai impossibile separare la realtà dal mito.


Secondo alcune versioni sarebbe figlio di un kami, e molto spesso viene descritto come un bambino con tratti demoniaci, tanto è vero che in infanzia venne soprannominato Oniwaka (bambino oni).


Entrò in monastero giovanissimo, e scelse di ricevere un addestramento militare al fine di diventare un sohei, un monaco combattente.


A diciassette anni, dopo aver appreso l'uso della naginata, lasciò il monastero e si unì agli yamabushi, monaci di montagna, indossandone il caratteristico mantello nero con il quale è molto spesso ritratto.


Secondo la tradizione, chiese a un famoso armaiolo di costruirgli un'armatura, e questi accettò a patto che Benkei gli portasse mille spade come pagamento.


Benkei si appostò quindi sul ponte di Gojo a Kyoto e iniziò a sfidare a duello tutti i samurai che passavano di lì, al fine di sottrarre loro la spada.


Arrivato a 999 spade si imbatté nel grande guerriero Yoshitsune Minamoto, che lo sconfisse senza diritto di replica. Essendo stato sconfitto da un avversario più giovane e fisicamente più debole di lui, Benkei giurò eterna fedeltà a Minamoto, e insieme a lui combatté la guerra Genpei contro il clan Taira.


Dopo la vittoria sui Taira, Benkei e Minamoto dovettero fuggire dagli uomini del fratello di quest'ultimo, che vedeva Yoshitsune come una minaccia per il suo potere.


Nella provincia di Mutsu i due vennero circondati nel castello di Koromogawa, e Minamoto meditava di compiere seppuku in modo da morire con onore. Benkei tenne allora impegnati gli assalitori posizionandosi sul ponte di ingresso al castello. Fu bersagliato di frecce, e in molti attraversarono il ponte per combatterlo, ma Benkei ebbe ragione di tutti. I soldati cominciarono ad avere paura di affrontarlo, e aspettarono dall'altra parte del ponte che egli cedesse sotto il peso delle ferite subite.


Quando infine gli uomini attraversarono di nuovo il ponte principale, scoprirono che Benkei era già morto da qualche tempo, ma che non aveva cessato di rimanere in piedi nella sua posizione, consentendo così al suo signore di guadagnare il tempo necessario per uccidersi mantenendo intatto l'onore. Questo episodio è noto come la "Morte in piedi di Benkei"

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