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Belial


Belial

Demone della mitologia giudaico-cristiana, Belial è stato spesso descritto come un principe delle tenebre, un'entità ingannevole e bugiarda.

Il suo nome compare per la prima volta nella Bibbia ebraica, dove viene spesso tradotto come "senza valore" o "senza legge".

Nel corso del tempo però il concetto di Belial si è evoluto fino a materializzarsi in un terribile demone leader del male contro le forze della Luce, rappresentate dall'Arcangelo Michele o da Dio stesso.

Nel Nuovo Testamento, in particolare in 2 Corinzi 6:15, il suo nome è usato come personificazione del male e viene presentato in netta contrapposizione con Cristo con le parole:

"E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele?"


La presenza di Belial è però preponderante soprattutto nei testi apocrifi e in quelli pseudo epigrafici come il Testamento dei Dodici Patriarchi e l'Ascensione di Isaia, dove è raffigurato come una presenza corruttrice e un istigatore al peccato.

Nella demonologia cristiana era spesso considerato come uno dei demoni principali della gerarchia infernale, e secondo alcuni demonologi del XVI e XVII secolo fu creato dopo Lucifero ed era considerato il suo equivalente nel peccato e nel turbamento.


È inoltre il demone numero 68 nell'Ars Goetia, dove è descritto come un re forte, un bell'uomo seduto su un carro di fuoco, con una voce piacevole e che giura fedeltà a chiunque lo invochi donandogli conoscenza e saggezza e realizzando ogni suo desiderio, portandoli però inevitabilmente al peccato e alla distruzione.


Presente anche nella cultura popolare, è possibile ritrovarlo in alcune opere letterarie come "Paradiso perduto" di John Milton e in vari racconti di H.P. Lovecraft, oltre che in videogiochi e serie TV.

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