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Behemot


Behemot

Il Behemoth è una creatura leggendaria biblica, creata da Dio il quinto giorno, alla quale venne assegnata la parte di terra che era ancora secca e arida.


ll Behemoth non è un animale realmente esistente o esistito, ma solo il simbolo della supremazia di Dio su tutte le creature viventi; tuttavia, come nel caso del leviatano, a partire dal XVII secolo molti biblisti hanno tentato d'identificare il Behemoth con un animale reale. Molto frequentemente è stato visto come un elefante, un bufalo d'acqua, un rinoceronte o un ippopotamo.


La sua sola presenza sulla Terra può minacciare interi ecosistemi, tanto è vero che quando il Behemoth ha sete può prosciugare interi fiumi e corsi d'acqua.


Dio lo pose per questo nelle vicinanze di una fonte inestinguibile ai piedi dell'Eden, per evitare che desertificasse intere porzioni di Terra.


Desertificazione con la quale Behemoth va di pari passo. Pare infatti che prenda forza dal calore e dall'afa, e che nei mesi più caldi si sollevi dal torpore ruggendo in modo talmente spaventoso da far fuggire tutte le creature in grado di farlo.


Questo però è un aspetto positivo della creatura, visto che pare lo faccia per salvaguardare i cuccioli di varie specie dai predatori, consentendo loro di vivere tranquilli nei primi mesi di vita.


Nel Libro di Enoch si ritiene che Behemoth e Leviatano possano un giorno accoppiarsi, e che per questo Dio li abbia confinati ai lati opposti della Terra.


Secondo un'altra versione invece le due creature sono acerrime nemiche, in quanto il Leviatano cerca inesorabilmente di innalzare le acque, mentre Behemoth cerca di prosciugarle.


In alcuni testi apocrifi ebraici è scritto che alla fine dei giorni il Behemoth verrà ucciso, e le sue carni verranno offerte in pasto al popolo eletto prima di ascendere in paradiso.


Così Dio, nella teofania al termine del Libro di Giobbe, descrive la bestia:


"Guarda behemoth che ho fatto al pari di te; esso mangia l'erba come il bue.

Ecco, la sua forza è nei suoi fianchi e la sua potenza nei muscoli del suo ventre. Fa oscillare la sua coda come un cedro; i nervi delle sue cosce sono saldamente intrecciati.

Le sue ossa sono come tubi di bronzo; la sua cartilagine come lastre di ferro.

Esso è la prima delle opere di Dio; solo colui che lo fece può avvicinarsi a lui con la sua spada.

Benché i monti producano cibo per lui, e là tutte le bestie dei campi si divertano, si sdraia sotto le piante di loto, in luoghi nascosti dei canneti e delle paludi.

Le piante di loto lo coprono con la loro ombra, i salici del torrente lo circondano. Il fiume può straripare, ma egli non ha paura; è sicuro di sé, anche se il Giordano dovesse avventarsi contro la sua stessa bocca. Chi mai potrà prenderlo per gli occhi o forargli le narici con uncini?"

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