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Ashaman


Ashaman

Nell'intricato tessuto della mitologia berbera, dove le storie nascono dagli echi dei venti del deserto e dalle risonanti onde dell'Atlantico, Ashaman emerge come una divinità dal profondo significato. Acclamato come il dio che presiede al sole, al fuoco e alla fertilità, Ashaman occupava una posizione venerata tra gli antichi Guanci, gli abitanti originari delle Isole Canarie. All'interno della loro struttura culturale, Ashaman simboleggiava il calore del sole che afferma la vita, la forza trasformatrice insita nelle fiamme e la fertilità essenziale della terra.


Nel regno della mitologia berbera, Ashaman prese forma come una figura giovanile coronata di fiamme. I suoi occhi, simili a braci celesti ardenti, rispecchiavano il fervore del sole stesso. Una carnagione abbronzata dall'influenza di una miriade di soli attestava il suo profondo legame con la terra e il suo nucleo ardente.


Ashaman era riconosciuto da una moltitudine di nomi, e in varie isole e regioni, rispondeva agli appellativi di Achamán, Achiguay e Almogaren, nomi che rispecchiavano aspetti distinti dei suoi poteri.


Achamán, la designazione più diffusa, riecheggiava il termine Guanci per “cielo”, sottolineando la sua affiliazione celeste.

Achiguay, che significa “fuoco”, alludeva alla sua natura focosa, mentre Almogaren, che si traduce con “il donatore di vita”, incapsulava il suo ruolo fondamentale come nutritore della terra.


L'influenza di Ashaman si estendeva attraverso la triade dei regni: i cieli, la terra e gli inferi. Aveva il dominio sul sole, la sua semplice presenza governava il ciclo del giorno e della notte. Attraverso il suo tocco benevolo, la terra riceveva le sue benedizioni di fertilità, garantendo raccolti fiorenti e vita abbondante. Tuttavia, se provocata, la sua ira poteva bruciare la terra, scatenando eruzioni vulcaniche e venti impetuosi per castigare coloro che violavano le sue leggi divine.


Secondo la leggenda, Guayota (dio maligno) rapì Magec (il sole) e lo rinchiuse nel Teide (vulcano a Tenerife), facendo sprofondare il mondo nell'oscurità. Gli umani pregarono Ashaman che salvò Magec e invece rinchiuse Guayota nel Teide. Un'altra leggenda aborigena è quella della creazione dell'essere umano, secondo la quale Ashaman creò un gruppo di uomini e donne donando loro del bestiame per il sostentamento. Successivamente creò più persone, ma non diede loro bestiame, indicando che avrebbero dovuto servire i primi. Questo mito d'origine spiegava le diverse classi sociali che esistevano nel popolo Guanci.


Nonostante l'assimilazione forzata dei Guanci nella cultura spagnola, l'eredità duratura di Ashaman persiste nel folclore locale, fungendo da fonte di ispirazione per artisti e scrittori. Le festività attuali, come la Bajada de la Rama a La Palma, risuonano di echi di antichi rituali che gli rendono omaggio.

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