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Anansi


Anansi

Appartenente alla mitologia Ashanti, l'attuale Ghana, Africa occidentale, Anansi è un essere a metà strada tra un dio ingannatore (trickster) e un eroe culturale.


Il suo aspetto corrisponde al significato del suo nome. Anansi infatti significa "ragno", e la divinità è rappresentata proprio come un ragno o, in rari casi, come un ragno con la faccia umana o come un umanoide con otto arti.


Per le sue origini mitologiche abbiamo due versioni.


Per la prima, molto semplice, si tratta del figlio di Nyame, dio onnipotente dei cieli, e di Asase Ya, dea della terra.


Per la seconda invece si tratterebbe di un essere umano poi divinizzato. Appartenente a una tribù tormentata da un enorme pitone che faceva razzia di animali ed esseri umani, venne scelto come campione dal dio Nyame. Kweko Anansi, escogitò quindi un piano, fece mangiare e bere fino all'ebbrezza il pitone, e poi con l'aiuto degli altri abitanti della tribù lo fece a fettine.


Nyame fu molto colpito dalle azioni del suo campione e lo elesse a divinità.


Divenne in seguito il principale intermediario tra il genere umano e Nyame. Venne nominato Dio della pioggia, più precisamente dell'acqua che spegneva gli incendi, e insegnò agli uomini l'agricoltura e l'allevamento.


Anansi ha una moglie, chiamata molto semplicemente Signora Anansi, e molteplici figli. Del resto tutti i ragni sono suoi figli, ma il più famoso è il primogenito Intikuma.


Il dio non ha particolare forza fisica, ma supplisce con astuzia e ingegno.


Molte sono le storie che lo vedono protagonista.


Una volta raccolse tutta la conoscenza del mondo in un calabash (zucca ornamentale) intagliato appositamente e poi sigillato con una ragnatela.


Alla ricerca di un luogo sicuro in cui aprirlo o eventualmente nasconderlo, scelse la cima di un albero altissimo. Non sapendo però come portare il contenitore, divenuto estremamente pesante, così in alto, non gli venne in mente altro che tramutarsi in ragno e spingerla con la testa fino in cima. Il piano non funzionò e Anansi cadeva di continuo a causa del peso del calabash. A quel punto intervenne il figlio Intikuma, che gli consigliò di legarsi il calabash alla schiena in modo da portarlo sempre con sé, senza bisogno di andare a riporlo in posti così impervi. Anansi fu sorpreso dall'idea del figlio, cadde dall'albero e ruppe il contenitore dicendo che se un bambino aveva escogitato un piano migliore del suo, lui allora non era degno di avere tutta la saggezza per sé.


La bramosia di protagonismo era però alta in Anansi, e chiese allora a Nyame di diventare il "Dio di tutte le storie". Il padre acconsentì, ma in cambio avrebbe dovuto catturare catturare il Giaguaro "con i denti come pugnali", la Vespa "che punge come il fuoco" e la Fata "che nessun uomo ha visto".


Anansi si recò quindi dal Giaguaro e gli propose un gioco con il quale riuscì a legarlo nella sua ragnatela. Andò poi dalla Vespa, e fingendo una pioggia invitò l'insetto a nascondersi in un calabash, dove poi la sigillò, e infine catturò la Fata usando il trucco del bambino di pece, alla quale la creaturina si attaccò senza riuscire poi a liberarsi.


Terminati i suoi sforzi, portò i trofei a Nyame e diventò il Dio delle storie.


A causa della deportazione degli schiavi, il mito di Anansi si diffuse praticamente in tutto il mondo, al punto da diventare addirittura "Aunt Nancy" per gli americani, termine usato colloquialmente per indicare i ragni.


Si può quindi dire che Anansi è diventato effettivamente il Dio di tutte le storie anche nella realtà.

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