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Alessandro Magno (7) - L'unificazione della Grecia


Unificazione della Grecia e Alessandro Magno

Durante i festeggiamenti della battaglia di Cheronea, nella quale Filippo II e Alessandro avevano inflitto una possente sconfitta ad ateniesi e tebani, il re macedone preso dai fumi dell'alcool iniziò letteralmente a ballare sui corpi dei cadaveri nemici.


Alessandro rimproverò duramente il padre per tale comportamento, dicendogli che in fondo i greci non avevano tutti i torti nel definirlo un barbaro. Filippo diede ragione al figlio, e gli rispose chiedendogli di non diventare come lui, e di non vanificare tutti gli sforzi fatti per educarlo.


Dopo la battaglia di Cheronea la città di Atene era completamente indifesa, e aspettava con timore la prossima mossa macedone.


Alessandro entrò in città con i suoi uomini, e rimase colpito dalla bellezza degli edifici. Visitò l'accademia dove Aristotele aveva studiato con Platone, visitò il Teatro di Dioniso, e infine non mancò di visitare l'acropoli con il tempio dedicato ad Atena.


Dopo la visita alla città, Alessandro radunò un'assemblea e presentò la sua offerta di pace: permetteva ai soldati prigionieri di tornare dalle loro mogli, le proprietà e i cittadini ateniesi sarebbero stati rispettati, nessuna guarnigione macedone sarebbe rimasta in città, e l'autonomia di Atene sarebbe stata preservata. L'unica condizione posta era che Atene si alleasse con la Macedonia.


Considerando la loro debole posizione, gli ateniesi furono sorpresi dalle condizioni favorevoli poste da Alessandro, e accettarono l'offerta di pace.


Filippo e Alessandro conoscevano l'importanza strategica della città di Atene e soprattutto della sua forza navale, e per questo decisero di risparmiare la città e farla propria alleata.


Dopo tale dimostrazione di forza, Filippo decise di convocare un'assemblea a Corinto a cui avrebbero dovuto prendere parte tutte le città greche, ed effettivamente si presentarono rappresentanti da tutte le città, tranne che da Sparta.


Filippo offrì a tutti lo stesso trattamento che aveva riservato ad Atene, oltre a una coalizione difensiva guidata dalla Macedonia.


Inoltre propose a tutte le città-stato greche di unirsi e formare un unico fronte di attacco contro il loro più grande nemico: i persiani.


Il sentimento di rivalsa dei greci nei confronti dei persiani era altissimo, e quindi Filippo ci mise davvero poco a convincerli ad accettare le sue proposte.


La Lega di Corinto era appena stata creata, e Filippo fu dichiarato egemone.

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