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Alessandro Magno (6) - La battaglia di Cheronea


Battaglia di Cheronea

Alessandro aveva finalmente visto avverarsi il suo sogno: marciare insieme al padre durante una campagna militare.


Mentre l'esercito macedone salpava e avanzava con l'intento di sferrare un possente attacco ai greci, proprio tra le città stato greche c'era grande fermento.


Uno dei più grandi oratori del tempo, Demostene, convinse gli ateniesi ad allearsi coi tebani, storicamente nemici, pur di contrastare la minaccia macedone.


L'esercito tebano era considerato in quel particolare momento storico come il più forte che la Grecia potesse mettere in campo. Questo grazie soprattutto al Battaglione Sacro tebano, formato interamente da 150 coppie di soldati scelti, perfettamente addestrati, e legati tra loro da stretti legami sentimentali. Parecchi infatti erano omosessuali e combattevano in coppia coi loro compagni di vita.


Il Battaglione Sacro ebbe anche un ruolo di spicco nella battaglia di Leuttra, quando mise fine alla supremazia militare spartana.


L'esercito greco e quello macedone si trovarono infine faccia a faccia nella valle di Cheronea.


I greci si presentarono con circa 35000 soldati, mentre i macedoni contavano poco più di 30000 uomini.


Filippo di Macedonia prese il comando dell'ala destra macedone, che avrebbe combattuto contro gli ateniesi, e Alessandro prese il comando della cavalleria sul lato sinistro, quello presidiato dal Battaglione Sacro tebano.


L'inizio della battaglia fu oltremodo sanguinoso. Le falangi macedoni, seppur in numero ridotto, riuscirono a contrastare l'impeto di quelle greche.


Sul lato destro Filippo cedette un po' di spazio ai greci, che avanzarono bramando la vittoria, mentre dall'altro lato Alessandro guidò con impeto la cavalleria contro i suoi nemici.


Alessandro sconfisse i greci dal suo lato, e in quel momento si mise in atto il piano di Filippo.


Il re macedone aveva infatti ceduto terreno solo per disunire le fila dei nemici, che dopo la vittoria macedone sul lato sinistro, ora si trovavano accerchiati e inermi.


L'esercito greco si sparpagliò e batté in ritirata. Tutti, tranne il Battaglione Sacro, che rimase a combattere fino all'ultimo nonostante il destino segnato.


I soldati del Battaglione resistettero fino all'estremo e furono tutti uccisi. Alla fine del XIX secolo, nei pressi di Cheronea fu rinvenuta la loro tomba comune, vicino al luogo dove fu poi ritrovato anche un leone di pietra monumentale, forse eretto dai Tebani a memoria della battaglia. La tomba ha restituito gli scheletri di 254 soldati caduti, allineati su sette file.


La battaglia era stata vinta dai macedoni grazie alla astuta strategia di Filippo, e Atene e Tebe furono costrette ad ammettere la supremazia del nemico.

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