Alessandro Magno (5) - Comandante e Reggente
- Alla scoperta del mito
- 6 giorni fa
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Alessandro aveva ormai raggiunto l'età adulta, ma continuava a vivere a palazzo con i suoi amici, con Aristotele che gli faceva da tutore.
La speranza del filosofo era quella di far diventare il ragazzo non solo un conquistatore come il padre, ma un uomo saggio ed equilibrato.
Un giorno, di ritorno da una delle tante campagne di conquista, Filippo chiamò a rapporto sia suo figlio Alessandro che Aristotele. Iniziò col ringraziare il filosofo per il lavoro fatto col ragazzo, ma gli disse che ormai era tempo che Alessandro iniziasse a vivere "sul campo" per mettere in pratica i suoi insegnamenti. Aristotele chiese al sovrano un altro anno di lavoro, ma Filippo fu irremovibile.
Alessandro, dal canto suo, era impaziente di combattere finalmente al fianco del padre, e accettò la cosa con gioia.
Filippo introdusse il giovane agli Hetairoi, l'élite della cavalleria macedone, e gliene diede il comando.
Alessandro fu accolto con entusiasmo dal corpo militare, anche perché quest'ultimo era composto in larga parte dai suoi amici d'infanzia.
Nel frattempo, le tensioni tra la Grecia e la Macedonia avevano raggiunto il loro picco: Temistocle mobilizzò parecchie città greche alla ribellione contro i macedoni, e quindi Filippo non perse tempo a dichiarare la guerra.
Le cose però non andarono come nelle speranze di Alessandro. Infatti il padre gli comunicò che non avrebbe preso parte alla campagna, e che invece sarebbe rimasto in città a presiedere il trono e a occupare il posto di sovrano reggente durante la sua assenza.
Alessandro accettò a malincuore, e solo dopo aver compreso le preoccupazioni del padre su eventuali traditori e cospiratori, e prese il sigillo reale che gli venne consegnato dallo stesso Filippo subito prima di partire.
Alessandro era ora al comando della Macedonia, e per la prima volta in vita sua, le sue parole erano legge.
Una delle prime azioni di Alessandro fu quella di mettere a posto situazioni amministrative all'interno del regno, e questo, unito al fatto che la madre Olimpiade cercava di influenzarlo in ogni modo possibile, contribuì a far spargere la voce e l'idea che Alessandro fosse poco portato per il ruolo, e facilmente manipolabile.
La voce arrivò fino alle tribù dell'Illiria, storicamente nemica della Macedonia, che non persero tempo a preparare un attacco contro il regno macedone secondo loro non pronto a reagire.
Non fecero però i conti con la vera natura di Alessandro.
Il giovane radunò tutti i soldati che non era partiti col padre e marciò in prima persona verso l'armata illirica. Il piccolo esercito guidato da Alessandro non solo spazzò via i nemici, ma conquistò anche parte dei loro territori, sui quali venne fondata una colonia alla quale venne dato il nome di Alessandropoli.
Al suo ritorno a Pella, un messaggero di Filippo lo informò che il padre aveva richiesto la sua presenza sul campo di battaglia.
La battaglia con i greci non stava andando come previsto, e Filippo decise che era giunto il momento di finalmente avvalersi del grande intelletto del figlio.
Alessandro raggiunse il padre, e insieme iniziarono a pianificare un attacco decisivo contro i greci...
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