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Akhenaton


Akhenaton

Akhenaton (ma per i primi cinque anni di regno noto come Amenofi IV o Amenhotep IV) fu un faraone della XVIII dinastia dell'Antico Egitto, che regnò dal 1353 al 1334 a.C. circa.


Divenne noto per la sua personalità eccentrica e per il suo governo tumultuoso, e molto spesso nell'antichità ci si riferiva a lui con l'epiteto di faraone folle.

Figlio di Amenhotep III e della regina Tiy, fu allevato in sontuosi palazzi e in un ambiente privilegiato e potente.

Come principe ereditario ricevette insegnamenti di religione, letteratura, storia, e matematica, e fu iniziato alle competenze militari e amministrative.

Amenhotep III, padre di Akhenaton, regnò in un periodo prevalentemente pacifico caratterizzato da relazioni diplomatiche con i popoli vicini, sviluppi architettonici e stabilità finanziaria, e lasciò il trono al figlio nel 1353 a.C.

Proprio all'inizio del suo regno sposò Nefertiti, che sarebbe diventata una delle regine più famose dell'Antico Egitto, con la quale ebbe numerose figlie e, secondo alcune versioni, anche un figlio maschio che sarebbe diventato poi il famoso faraone Tutankhamon, anche le origini di quest'ultimo non sono ancora ben chiare.

La coppia desiderava che l'immagine della loro famiglia venisse resa eterna da dipinti e rilievi, cosa che però andava contro le usanze dei reali egiziani dell'epoca.


Nel suo quinto anno da faraone, il regnante cambiò ufficialmente il suo nome da Amenothep IV ad Akhenaton, il cui significato stava a dire "colui che è utile ad Aton", rendendo così ufficiale anche la sua devozione al culto di Aton, dio che si riteneva un aspetto del Dio Sole, più alto e importante del dio Ra, una delle principali divinità del pantheon egizio.

Man mano le devozione verso Aton si rafforzò nel faraone, e Akhenaton mise progressivamente da parte tutte le altre divinità, esaltando Aton come unico dio supremo.


L'Egitto in quel periodo era però sotto la forte influenza del sacerdozio del Tempio di Amon, il cui tempio principale si trovava a Karnak ed era il centro religioso più potente dell'intero regno.

La classe sacerdotale di Amon, che aveva innumerevoli territori e risorse sotto il diretto controllo e vantava di conseguenza un forte potere politico e religioso, non poté restare indifferente alle varie riforme religiose pianificate da Akhenaton.

Il faraone fece infatti chiudere diversi templi dedicati ad altre divinità, e ordinò che tutte le risorse e i tributi di origine religiosa venissero dirottati al culto di Aton, oltre a progettare addirittura la costruzione di una nuova capitale che prese il nome di Akhetaton (Orizzonte di Aton).

Akhenaton e Nefertiti si dichiararono divinità in Terra e nominarono nuovi sacerdoti oltre a costringere coloro che veneravano Amon a servire la nuova religione monoteista.


Preso dal suo fanatismo religioso, Akhenaton prestava pochissima attenzione alle questioni politiche del paese, e secondo alcune versioni non era a conoscenza di niente di ciò che accadeva fuori dalle mura del suo palazzo.

L'economia iniziò inevitabilmente a vacillare, e la criminalità e la corruzione presero ben presto piede, mentre tra la popolazione iniziò a farsi fortemente largo l'idea che il faraone fosse pazzo o addirittura posseduto da uno spirito maligno.


Akhenaton regnò per circa diciassette anni e morì intorno all'anno 1334 a.C. in circostanze mai chiarite, tanto è vero che la sua morte è considerata uno dei tanti enigmi della storia egiziana.

Dopo la sua morte l'Egitto attraversò un periodo di transizione e instabilità le cui fonti diventano oscure e lacunose almeno fino all'ascesa al trono di Tutankhamon avvenuta intorno al 1323 a.C.

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