Akerbeltz
- Alla scoperta del mito
- 4 giorni fa
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Akerbeltz o Aker (dal basco aker, "caprone" e beltz, "nero") è uno spirito nella mitologia popolare del popolo basco. Si dice che viva all'interno della terra e si crede che abbia un gran numero di elfi come servitori.
Nel cristianesimo, Akerbeltz è considerato l'immagine vivente del diavolo, noto per compiere abusi contro i cristiani.
Le credenze contemporanee ritengono che Akerbeltz fosse un'antica divinità che protettrice degli animali, dal momento in cui il caprone era un animale molto venerato.
Pierre de Lancre, un inquisitore che cercava donne di Labourd e Bassa Navarra considerate streghe, scrisse un libro intitolato Tableu de l'Inostance, in cui documentò la testimonianza di una presunta strega: "Akerbeltz ha il volto di un uomo, grande e terrificante". Mentre un'altra strega disse che aveva due volti, uno davanti e l'altro dietro.
Gli inquisitori affermavano che Aker officiasse una parodia della messa cattolica per i suoi seguaci, che durante questo rituale gli offrivano uova, pane e denaro.
Sempre secondo gli inquisitori, durante questa messa parodistica, Aker teneva un sermone e poi organizzava un pranzo al quale partecipavano i suoi seguaci e servitori.
Durante il pranzo, veniva servita carne umana, e le sue corna fungevano da candele gigantesche. Per continuare la celebrazione, Aker e i suoi seguaci ballavano insieme al suono di un tamburo, e infine, le streghe eseguivano i loro incantesimi.
I folcloristi sostengono che Akerbeltz fosse simile a delle antiche divinità come Dioniso, per quanto riguarda gli eccessi, e Pan, per quanto riguarda le attività sessuali.
Si diceva che l'Akerbeltz dimorasse all'ingresso delle grotte di Zugarramurdi, dove si riunivano elfi, lamie e streghe, ed è qui che è ambientata una storia che lo vede protagonista.
Una volta, a quanto pare, un prete entrò in una grotta con un'ostia.
D'improvviso, apparve un serpente che gli mangiò le mani, costringendolo a lasciare la grotta senza mani.
Dall'interno della grotta si udirono voci misteriose che dicevano: "Ringrazia ciò che portavi, altrimenti saresti rimasto qui per sempre". Da questo episodio deriva un detto basco: "Auza, han baduk gauza; baina neok ezin har" (Non tradotto letteralmente ma indica una situazione in cui ci si salva grazie a qualcosa di specifico).
Gli abitanti della zona dei Pirenei credevano inoltre che streghe e Akerbeltz potessero entrare in qualsiasi casa o fattoria e tagliare la barba ai caproni per creare grandine. Per questo motivo si usava dire: "A la casa han tosa la cabra, aquesta tarde tindrem pedra" (Hanno tagliato la barba al caprone, questo pomeriggio avremo grandine).
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